L’emergenza Covid non ferma gli screening per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori del colon retto, del collo dell’utero e della mammella. Continuano infatti a svolgersi regolarmente le attività previste dai tre programmi di screening aziendali, nel pieno rispetto della normativa anti-Covid: sono confermati gli appuntamenti per lo svolgimento di tutti gli esami di primo e secondo livello, così come è confermata la possibilità di accedere ai Punti di raccolta per la consegna del campione di feci per la ricerca del sangue occulto, test previsto nello screening dei tumori del colon retto. La possibilità di partecipare agli screening è garantita anche in zona rossa: gli spostamenti per necessità sanitarie sono infatti sempre consentiti.

Per agevolare l’accesso agli esami, al cittadino è richiesto di presentarsi puntuali, indossare la mascherina chirurgica, eseguire il triage presso la sede (rilevazione temperatura, igienizzazione delle mani).

Attenzione però: se si è in attesa di eseguire il tampone, o se ci si trova in isolamento domiciliare perché positivi al Covid o in quarantena perché contatto stretto di un caso positivo, o, ancora, qualora dovessero insorgere sintomi influenzali (febbre, tosse, raffreddore) o intestinali (come vomito o diarrea), è necessario non recarsi presso la struttura sanitaria, contattando i numeri dedicati per riprogrammare l’appuntamento.

 

L’invito dell’Azienda USL è di partecipare, lo screening può salvare la vita. Molti tumori, infatti, se identificati precocemente hanno maggiori probabilità di guarigione. Per questo è importante aderire ai programmi offerti gratuitamente alle persone che rientrano nelle fasce di età in cui è più alto il rischio. L’obiettivo è prevenire o diagnosticare precocemente alcuni tumori in fase iniziale, cioè quando non danno nessun sintomo, garantendo un percorso completo di assistenza che accompagna la persona dall’effettuazione del test di screening fino agli eventuali approfondimenti e, se necessario, ai successivi trattamenti di cura e follow-up. Anticipare la diagnosi alle fasi iniziali consente di intervenire con le cure più appropriate in modo tempestivo, di garantire maggiori probabilità di guarigione e una migliore qualità della vita. I programmi di screening, quindi, consentono di ridurre la mortalità da tumore.

I programmi di screening

Sono tre i programmi di screening attivati dall’Azienda USL di Modena a favore di determinate fasce di popolazione.

Lo screening al collo dell’utero prevede l’esecuzione del Pap test, ogni tre anni, per le donne di età compresa tra i 25 ed i 29 anni e del test HPV, ogni 5 anni, per le donne di età compresa tra 30 e i 64 anni. Lo screening mammografico prevede l’esecuzione della mammografia annuale per le donne di età compresa tra i 45 ed i 49 anni e ogni due anni per le donne di età compresa tra i 50 e i 74 anni, con valutazione del rischio eredo-familiare dei tumori della mammella e dell’ovaioLo screening del colon retto è offerto a donne e uomini di età compresa tra i 50 e i 69 anni, e prevede l’esecuzione del test per la ricerca di sangue occulto nelle feci.