A distanza di poco più di sette anni dalla demolizione di Palazzo Paltrinieri a Cavezzo ieri è arrivata la sentenza che stabilisce l’assoluzione di tutti gli imputati, tra cui l’ex sindaco Stefano Draghetti che aveva firmato l’ordinanza di demolizione. Ieri in aula gli imputati sono stati tutti assolti perché il fatto non sussiste, per i giudici l’abbattimento dello storico edificio situato nel centro di Cavezzo e avvenuto all’indomani del sisma del 2012 non costituisce reato. Nella precedente udienza la Procura aveva chiesto una condanna di 10 mesi di carcere per l’ex sindaco Stefano Draghetti, 8 mesi per due Vigili del Fuoco coinvolti e 9 per un terzo pompieri: gli erano stati contestati a vario titolo i reati di falso ideologico e di rifiuto o omissioni di atti d’ufficio. Ieri in aula Il giudice non ha ravvisato colpe né tra i Vigili del fuoco che materialmente abbatterono l’edificio, né tra le coperture burocratiche che il Comune diede per giustificare l’operazione. Il processo durato poco più di sette anni era nato dal ricorso presentato dalla famiglia proprietaria dell’immobile, secondo la quale da una perizia effettuata privatamente era emerso che l’edificio nonostante fosse danneggiato era recuperabile. La sua demolizione avvenne la mattina del 7 giugno a distanza di poco più di una settimana dalla seconda scossa di terremoto.

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