Nasceva il 18 febbraio 1898, anche se all’anagrafe fu registrato soltanto due giorni dopo perché una fortissima nevicata aveva bloccato le strade. Enzo Ferrari oggi compirebbe 122 anni, e nel cuore di tutti gli amanti del motorsport e del mondo dell’automobilismo recita un ruolo di assoluto rilievo. Ferrari fu business man a tutto tondo con un amore spiccato per il giornalismo: fondò il Corriere dello Sport e firmò anche un articolo di resoconto della partita Modena-Inter per la Gazzetta dello Sport. Tutti lo ricordano per aver fondato nel dopoguerra la Scuderia Ferrari, la più vincente nella storia del motorsport, anche se alla prima competizione a cui partecipò con la una sua creazione fece un flop: nel 1919, quando Enzo prese parte alla X Targa Florio con la CMN (Costruzioni Meccaniche Nazionali), si dovette ritirare nel corso del 3° giro. Da quel momento però fu un crescendo di emozioni e successi, di storie di vita quotidiana che si intrecciarono con il mondo sportivo. Come la scelta del simbolo del Cavallino Rampante, assegnatoli dalla madre di Francesco Baracca, miglior aviatore italiano nel periodo della Grande Guerra, in onore del figlio e che Ferrari pose subito come stemma della Ferrari. Curioso pensare come lui adottò un simbolo di un aviatore, anche se Ferrari in aereo non ci viaggiò mai. Alla vigilia di una nuova stagione di Formula1, che inizierà domani con il primo giorno di test a Barcellona, è affascinante ricordare Enzo Ferrari come un imprenditore, un uomo, un papà, che vedeva nella sua macchina una figlia. Tutti i tifosi della Ferrari si augurano che quest’anno, la figlia SF1000, riesca a laurearsi. Tanti Auguri Drake.

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