Alla fine, di rosso, nella cartina nazionale, resta solo qualche collegio della nostra regione. Dei 5 eletti all’uninominale del Senato dal Partito Democratico in Italia, 2 vengono dall’Emilia-Romagna. Su 11 eletti nello stivale all’uninominale della Camera, 4 vengono dalla nostra regione. Eppure anche qui i dem, alle prese con una profonda crisi, sono chiamati a fare una riflessione, perché, come dimostra l’uninominale di Modena, nessun collegio storicamente rosso è più inespugnabile. Una riflessione che non manca di partire dal nazionale, dati i risultati molto al di sotto delle aspettative. Il cambiamento netto inizierà dalla testa: il segretario nazionale Enrico Letta ha annunciato che non si ricandiderà alla guida del PD. Il congresso verrà anticipato proprio per ridiscutere le priorità del partito sulla sua mission futura. In lizza per sostituire Letta ci sono il presidente e il vicepresidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini ed Elly Schlein. Ma la crisi non riguarda solo il Pd. Nell’area di centrodestra è stato evidente il tracollo della Lega, passata dall’oltre il 30% delle preferenze alle elezioni europee a nemmeno il 10%. Un risultato che si riflette anche nei nostri territori, dove l’avanzata del centrodestra è stata totalmente trainata da Fratelli d’Italia. Solo Lucia Borgonzoni della Lega in Emilia Romagna riesce a ottenere un posto in parlamento. Non ce la fanno invece Stefano Corti, capolista al plurinominale di Modena-Reggio-Parma-Piacenza, né la collega di partito Benedetta Fiorini, che correva per la Camera all’uninominale di Imola, comprendente anche Terra di Castelli. Matteo Salvini nel corso della conferenza stampa post-risultati ha dichiarato di non avere intenzione di dimettersi, ma già si parla di un congresso straordinario della Lega, mentre l’ex segretario federale del Carroccio Roberto Maroni dichiara su “Il Foglio” di “sapere chi eleggere come nuovo segretario”