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CRISI EDILIZIA: IN REGIONE PERSE 1.600 AZIENDE IN UN ANNO

L’edilizia continua a vedere nero, lungo la via Emilia. Né i lavori della ricostruzione post-terremoto né le agevolazioni fiscali introdotte per le ristrutturazioni stanno riuscendo nell’impresa di rianimare il settore che più di tutti, forse, ha subito i colpi della crisi. A confermarlo è la periodica indagine congiunturale realizzata da Unioncamere Emilia-Romagna. Nel giro di un anno – dal 30 giugno 2013 al 30 giugno 2014 – sono andate perdute 1.649 aziende di costruzioni in regione su un panorama complessivo di circa 70mila unità. E nel secondo trimestre di quest’anno, il volume d’affari delle imprese è sceso del 3% rispetto allo stesso periodo del 2013. Il crollo del mattone ha avuto conseguenze dirompenti sul tessuto economico emiliano. Se tra le ditte edili di dimensioni più piccole, in molte hanno chiuso, anche i giganti della cooperazione hanno pagato un conto salatissimo. Basti pensare alla carpigiana Cmb, alla bolognese Ccc o alla reggiane Unieco e Coopsette. Costretti chi alla cassa integrazione chi addirittura al concordato preventivo.


MORBILLO IN AUMENTO E SCATTA L'ALLARME

Arrivati già a 140 - e solo nei primi mesi dell'anno - i casi in aumento di morbillo in regione hanno fatto scattare un allarme vaccinazioni. Soprattutto perché a contrarre il virus sono per lo più individui tra i 25 e i 44 anni e non bambini come è più comune che sia - e a dimostrarlo Bologna con il 63% dei casi registrati in regione concentrati proprio all'università. Seguono poi Piacenza, Modena, Ravenna, Rimini, Parma e Reggio Emilia. Ma a preoccupare l'Ausl, che ha lanciato l'allarme per un quadro che si stava delineando così già a luglio, è più il fatto che contraggano il virus - come dimostra l'età matura - persone non vaccinate durante l'infanzia. Rilanciando dunque la discussione tra medici che sostengono l'importanza dei sieri e genitori che sottraggono i figli ai richiami convinti della loro pericolosità. Una tendenza quella all'obiezione per l'obbligo alla vaccinazione che ha continuato a crescere nel corso degli ultimi anni.


FONDAZIONE CRESCIAMO: SCONTRO SINDACATI-COMUNE

E’ di nuovo scontro frontale tra sindacati e Comune sulla Fondazione Cresciamo, l’ente istituito nel 2012 dal Comune per gestire i servizi educativi dell’infanzia. Un soggetto pubblico che però si comporta come uno privato nella gestione finanziaria, a partire dal pagamento degli stipendi, perché non applica agli insegnanti il contratto pubblico. A scatenare la nuova guerra sindacale è stata la decisione del Comune di fare confluire nella Fondazione altre due scuole, a seguito della quale nelle settimane scorse è stato proclamato lo stato d’agitazione del personale. Una protesta contro una decisione calata dall’alto a fine ferie, che non ha dato al personale nessuna possibilità di scelta. Si è tentata la conciliazione anche con un summit in Prefettura, ma senza esito. Per questo oggi Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato nuove iniziative di lotta, più una capillare azione di volantinaggio e una serie di incontri con le famiglie dei bambini per spiegare le ragioni della protesta. La battaglia sulla Fondazione parte da lontano: già a fine 2012 si registrarono le prime due giornate di sciopero contro la gestione privata di una scuola pubblica.


CISPADANA: NIENTE FINANZIAMENTO DAL GOVERNO

Cispadana sì, Cispadana no. E’ il sorprendente balletto del governo Renzi sul progetto della prima autostrada regionale: il 7 agosto era nell’elenco delle grandi opere finanziate dal decreto Sblocca Italia che entrava all’esame del Consiglio dei Ministri. Il 29, nel documento finale che ne è uscito, il progetto è improvvisamente scomparso. Bella doccia fredda per la Regione, che ha l’ha sempre difeso a spada tratta e oggi cerca di far buon viso a cattivo gioco. L’assessore ai Trasporti Peri oggi in una nota ha detto che la cosa importante è sapere che per il Governo l’opera è strategica. Dunque si aspetta di rivederla nell’elenco delle opere che verranno prossimamente finanziate con la legge di stabilità. Ci si accontenta di una promessa, insomma, sperando in miglior fortuna nel nuovo elenco. Chissà. Chi invece plaude, con un po’ di ironia, al colpo di scena è ovviamente il fronte del no.


CAVEZZO: GLI AGRICOLTORI INCALZANO IL GOVERNO

Un documento unitario che chiede a Roma urgenti misure di sostegno per il comparto agricolo: è quello che stamattina Confagricoltura, Cia e Copagri hanno sottoposto al ministro Poletti. Richieste semplici ma molto precise, su tutte quella di agevolazioni fiscali per la Bassa terremotata. Torna alla ribalta dunque la richiesta di fiscalità di vantaggio, ma non si parla solo di questo. Dal mondo agricolo locale arriva anche un’altra richiesta all’indirizzo del governo, ennesimo segno tangibile di un settore che rischia di sprofondare: quella di modificare la normativa sui voucher, chiedendo di allargare le fasce di lavoratori a cui questi possono essere destinati. Non più insomma solo per il pagamento di pensionati e studenti. Ma resta fondamentale anche la riduzione della burocrazia nell’assunzione di manodopera. Il ministro Poletti però non ha preso nessun impegno, se non quello di inoltrare le richieste al ministro per le politiche agricole Martina. Ma la sensazione è che le aziende del cratere avranno ancora molto tempo per soffrire in un contesto prepotentemente aggravato dalla crisi russa.


CRISI EDILIZIA: IN REGIONE PERSE 1.600 AZIENDE IN UN ANNO

L’edilizia continua a vedere nero, lungo la via Emilia. Né i lavori della ricostruzione post-terremoto né le agevolazioni fiscali introdotte per le ristrutturazioni stanno riuscendo nell’impresa di rianimare il settore che più di tutti, forse, ha subito i colpi della crisi. A confermarlo è la periodica indagine congiunturale realizzata da Unioncamere Emilia-Romagna. Nel giro di un anno – dal 30 giugno 2013 al 30 giugno 2014 – sono andate perdute 1.649 aziende di costruzioni in regione su un panorama complessivo di circa 70mila unità. E nel secondo trimestre di quest’anno, il volume d’affari delle imprese è sceso del 3% rispetto allo stesso periodo del 2013. Il crollo del mattone ha avuto conseguenze dirompenti sul tessuto economico emiliano. Se tra le ditte edili di dimensioni più piccole, in molte hanno chiuso, anche i giganti della cooperazione hanno pagato un conto salatissimo. Basti pensare alla carpigiana Cmb, alla bolognese Ccc o alla reggiane Unieco e Coopsette. Costretti chi alla cassa integrazione chi addirittura al concordato preventivo.


MORBILLO IN AUMENTO E SCATTA L'ALLARME

Arrivati già a 140 - e solo nei primi mesi dell'anno - i casi in aumento di morbillo in regione hanno fatto scattare un allarme vaccinazioni. Soprattutto perché a contrarre il virus sono per lo più individui tra i 25 e i 44 anni e non bambini come è più comune che sia - e a dimostrarlo Bologna con il 63% dei casi registrati in regione concentrati proprio all'università. Seguono poi Piacenza, Modena, Ravenna, Rimini, Parma e Reggio Emilia. Ma a preoccupare l'Ausl, che ha lanciato l'allarme per un quadro che si stava delineando così già a luglio, è più il fatto che contraggano il virus - come dimostra l'età matura - persone non vaccinate durante l'infanzia. Rilanciando dunque la discussione tra medici che sostengono l'importanza dei sieri e genitori che sottraggono i figli ai richiami convinti della loro pericolosità. Una tendenza quella all'obiezione per l'obbligo alla vaccinazione che ha continuato a crescere nel corso degli ultimi anni.


FONDAZIONE CRESCIAMO: SCONTRO SINDACATI-COMUNE

E’ di nuovo scontro frontale tra sindacati e Comune sulla Fondazione Cresciamo, l’ente istituito nel 2012 dal Comune per gestire i servizi educativi dell’infanzia. Un soggetto pubblico che però si comporta come uno privato nella gestione finanziaria, a partire dal pagamento degli stipendi, perché non applica agli insegnanti il contratto pubblico. A scatenare la nuova guerra sindacale è stata la decisione del Comune di fare confluire nella Fondazione altre due scuole, a seguito della quale nelle settimane scorse è stato proclamato lo stato d’agitazione del personale. Una protesta contro una decisione calata dall’alto a fine ferie, che non ha dato al personale nessuna possibilità di scelta. Si è tentata la conciliazione anche con un summit in Prefettura, ma senza esito. Per questo oggi Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato nuove iniziative di lotta, più una capillare azione di volantinaggio e una serie di incontri con le famiglie dei bambini per spiegare le ragioni della protesta. La battaglia sulla Fondazione parte da lontano: già a fine 2012 si registrarono le prime due giornate di sciopero contro la gestione privata di una scuola pubblica.


CISPADANA: NIENTE FINANZIAMENTO DAL GOVERNO

Cispadana sì, Cispadana no. E’ il sorprendente balletto del governo Renzi sul progetto della prima autostrada regionale: il 7 agosto era nell’elenco delle grandi opere finanziate dal decreto Sblocca Italia che entrava all’esame del Consiglio dei Ministri. Il 29, nel documento finale che ne è uscito, il progetto è improvvisamente scomparso. Bella doccia fredda per la Regione, che ha l’ha sempre difeso a spada tratta e oggi cerca di far buon viso a cattivo gioco. L’assessore ai Trasporti Peri oggi in una nota ha detto che la cosa importante è sapere che per il Governo l’opera è strategica. Dunque si aspetta di rivederla nell’elenco delle opere che verranno prossimamente finanziate con la legge di stabilità. Ci si accontenta di una promessa, insomma, sperando in miglior fortuna nel nuovo elenco. Chissà. Chi invece plaude, con un po’ di ironia, al colpo di scena è ovviamente il fronte del no.


CAVEZZO: GLI AGRICOLTORI INCALZANO IL GOVERNO

Un documento unitario che chiede a Roma urgenti misure di sostegno per il comparto agricolo: è quello che stamattina Confagricoltura, Cia e Copagri hanno sottoposto al ministro Poletti. Richieste semplici ma molto precise, su tutte quella di agevolazioni fiscali per la Bassa terremotata. Torna alla ribalta dunque la richiesta di fiscalità di vantaggio, ma non si parla solo di questo. Dal mondo agricolo locale arriva anche un’altra richiesta all’indirizzo del governo, ennesimo segno tangibile di un settore che rischia di sprofondare: quella di modificare la normativa sui voucher, chiedendo di allargare le fasce di lavoratori a cui questi possono essere destinati. Non più insomma solo per il pagamento di pensionati e studenti. Ma resta fondamentale anche la riduzione della burocrazia nell’assunzione di manodopera. Il ministro Poletti però non ha preso nessun impegno, se non quello di inoltrare le richieste al ministro per le politiche agricole Martina. Ma la sensazione è che le aziende del cratere avranno ancora molto tempo per soffrire in un contesto prepotentemente aggravato dalla crisi russa.


CRISI EDILIZIA: IN REGIONE PERSE 1.600 AZIENDE IN UN ANNO

L’edilizia continua a vedere nero, lungo la via Emilia. Né i lavori della ricostruzione post-terremoto né le agevolazioni fiscali introdotte per le ristrutturazioni stanno riuscendo nell’impresa di rianimare il settore che più di tutti, forse, ha subito i colpi della crisi. A confermarlo è la periodica indagine congiunturale realizzata da Unioncamere Emilia-Romagna. Nel giro di un anno – dal 30 giugno 2013 al 30 giugno 2014 – sono andate perdute 1.649 aziende di costruzioni in regione su un panorama complessivo di circa 70mila unità. E nel secondo trimestre di quest’anno, il volume d’affari delle imprese è sceso del 3% rispetto allo stesso periodo del 2013. Il crollo del mattone ha avuto conseguenze dirompenti sul tessuto economico emiliano. Se tra le ditte edili di dimensioni più piccole, in molte hanno chiuso, anche i giganti della cooperazione hanno pagato un conto salatissimo. Basti pensare alla carpigiana Cmb, alla bolognese Ccc o alla reggiane Unieco e Coopsette. Costretti chi alla cassa integrazione chi addirittura al concordato preventivo.


MORBILLO IN AUMENTO E SCATTA L'ALLARME

Arrivati già a 140 - e solo nei primi mesi dell'anno - i casi in aumento di morbillo in regione hanno fatto scattare un allarme vaccinazioni. Soprattutto perché a contrarre il virus sono per lo più individui tra i 25 e i 44 anni e non bambini come è più comune che sia - e a dimostrarlo Bologna con il 63% dei casi registrati in regione concentrati proprio all'università. Seguono poi Piacenza, Modena, Ravenna, Rimini, Parma e Reggio Emilia. Ma a preoccupare l'Ausl, che ha lanciato l'allarme per un quadro che si stava delineando così già a luglio, è più il fatto che contraggano il virus - come dimostra l'età matura - persone non vaccinate durante l'infanzia. Rilanciando dunque la discussione tra medici che sostengono l'importanza dei sieri e genitori che sottraggono i figli ai richiami convinti della loro pericolosità. Una tendenza quella all'obiezione per l'obbligo alla vaccinazione che ha continuato a crescere nel corso degli ultimi anni.


FONDAZIONE CRESCIAMO: SCONTRO SINDACATI-COMUNE

E’ di nuovo scontro frontale tra sindacati e Comune sulla Fondazione Cresciamo, l’ente istituito nel 2012 dal Comune per gestire i servizi educativi dell’infanzia. Un soggetto pubblico che però si comporta come uno privato nella gestione finanziaria, a partire dal pagamento degli stipendi, perché non applica agli insegnanti il contratto pubblico. A scatenare la nuova guerra sindacale è stata la decisione del Comune di fare confluire nella Fondazione altre due scuole, a seguito della quale nelle settimane scorse è stato proclamato lo stato d’agitazione del personale. Una protesta contro una decisione calata dall’alto a fine ferie, che non ha dato al personale nessuna possibilità di scelta. Si è tentata la conciliazione anche con un summit in Prefettura, ma senza esito. Per questo oggi Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato nuove iniziative di lotta, più una capillare azione di volantinaggio e una serie di incontri con le famiglie dei bambini per spiegare le ragioni della protesta. La battaglia sulla Fondazione parte da lontano: già a fine 2012 si registrarono le prime due giornate di sciopero contro la gestione privata di una scuola pubblica.


CISPADANA: NIENTE FINANZIAMENTO DAL GOVERNO

Cispadana sì, Cispadana no. E’ il sorprendente balletto del governo Renzi sul progetto della prima autostrada regionale: il 7 agosto era nell’elenco delle grandi opere finanziate dal decreto Sblocca Italia che entrava all’esame del Consiglio dei Ministri. Il 29, nel documento finale che ne è uscito, il progetto è improvvisamente scomparso. Bella doccia fredda per la Regione, che ha l’ha sempre difeso a spada tratta e oggi cerca di far buon viso a cattivo gioco. L’assessore ai Trasporti Peri oggi in una nota ha detto che la cosa importante è sapere che per il Governo l’opera è strategica. Dunque si aspetta di rivederla nell’elenco delle opere che verranno prossimamente finanziate con la legge di stabilità. Ci si accontenta di una promessa, insomma, sperando in miglior fortuna nel nuovo elenco. Chissà. Chi invece plaude, con un po’ di ironia, al colpo di scena è ovviamente il fronte del no.


CAVEZZO: GLI AGRICOLTORI INCALZANO IL GOVERNO

Un documento unitario che chiede a Roma urgenti misure di sostegno per il comparto agricolo: è quello che stamattina Confagricoltura, Cia e Copagri hanno sottoposto al ministro Poletti. Richieste semplici ma molto precise, su tutte quella di agevolazioni fiscali per la Bassa terremotata. Torna alla ribalta dunque la richiesta di fiscalità di vantaggio, ma non si parla solo di questo. Dal mondo agricolo locale arriva anche un’altra richiesta all’indirizzo del governo, ennesimo segno tangibile di un settore che rischia di sprofondare: quella di modificare la normativa sui voucher, chiedendo di allargare le fasce di lavoratori a cui questi possono essere destinati. Non più insomma solo per il pagamento di pensionati e studenti. Ma resta fondamentale anche la riduzione della burocrazia nell’assunzione di manodopera. Il ministro Poletti però non ha preso nessun impegno, se non quello di inoltrare le richieste al ministro per le politiche agricole Martina. Ma la sensazione è che le aziende del cratere avranno ancora molto tempo per soffrire in un contesto prepotentemente aggravato dalla crisi russa.


CRISI EDILIZIA: IN REGIONE PERSE 1.600 AZIENDE IN UN ANNO

L’edilizia continua a vedere nero, lungo la via Emilia. Né i lavori della ricostruzione post-terremoto né le agevolazioni fiscali introdotte per le ristrutturazioni stanno riuscendo nell’impresa di rianimare il settore che più di tutti, forse, ha subito i colpi della crisi. A confermarlo è la periodica indagine congiunturale realizzata da Unioncamere Emilia-Romagna. Nel giro di un anno – dal 30 giugno 2013 al 30 giugno 2014 – sono andate perdute 1.649 aziende di costruzioni in regione su un panorama complessivo di circa 70mila unità. E nel secondo trimestre di quest’anno, il volume d’affari delle imprese è sceso del 3% rispetto allo stesso periodo del 2013. Il crollo del mattone ha avuto conseguenze dirompenti sul tessuto economico emiliano. Se tra le ditte edili di dimensioni più piccole, in molte hanno chiuso, anche i giganti della cooperazione hanno pagato un conto salatissimo. Basti pensare alla carpigiana Cmb, alla bolognese Ccc o alla reggiane Unieco e Coopsette. Costretti chi alla cassa integrazione chi addirittura al concordato preventivo.


MORBILLO IN AUMENTO E SCATTA L'ALLARME

Arrivati già a 140 - e solo nei primi mesi dell'anno - i casi in aumento di morbillo in regione hanno fatto scattare un allarme vaccinazioni. Soprattutto perché a contrarre il virus sono per lo più individui tra i 25 e i 44 anni e non bambini come è più comune che sia - e a dimostrarlo Bologna con il 63% dei casi registrati in regione concentrati proprio all'università. Seguono poi Piacenza, Modena, Ravenna, Rimini, Parma e Reggio Emilia. Ma a preoccupare l'Ausl, che ha lanciato l'allarme per un quadro che si stava delineando così già a luglio, è più il fatto che contraggano il virus - come dimostra l'età matura - persone non vaccinate durante l'infanzia. Rilanciando dunque la discussione tra medici che sostengono l'importanza dei sieri e genitori che sottraggono i figli ai richiami convinti della loro pericolosità. Una tendenza quella all'obiezione per l'obbligo alla vaccinazione che ha continuato a crescere nel corso degli ultimi anni.


FONDAZIONE CRESCIAMO: SCONTRO SINDACATI-COMUNE

E’ di nuovo scontro frontale tra sindacati e Comune sulla Fondazione Cresciamo, l’ente istituito nel 2012 dal Comune per gestire i servizi educativi dell’infanzia. Un soggetto pubblico che però si comporta come uno privato nella gestione finanziaria, a partire dal pagamento degli stipendi, perché non applica agli insegnanti il contratto pubblico. A scatenare la nuova guerra sindacale è stata la decisione del Comune di fare confluire nella Fondazione altre due scuole, a seguito della quale nelle settimane scorse è stato proclamato lo stato d’agitazione del personale. Una protesta contro una decisione calata dall’alto a fine ferie, che non ha dato al personale nessuna possibilità di scelta. Si è tentata la conciliazione anche con un summit in Prefettura, ma senza esito. Per questo oggi Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato nuove iniziative di lotta, più una capillare azione di volantinaggio e una serie di incontri con le famiglie dei bambini per spiegare le ragioni della protesta. La battaglia sulla Fondazione parte da lontano: già a fine 2012 si registrarono le prime due giornate di sciopero contro la gestione privata di una scuola pubblica.


CISPADANA: NIENTE FINANZIAMENTO DAL GOVERNO

Cispadana sì, Cispadana no. E’ il sorprendente balletto del governo Renzi sul progetto della prima autostrada regionale: il 7 agosto era nell’elenco delle grandi opere finanziate dal decreto Sblocca Italia che entrava all’esame del Consiglio dei Ministri. Il 29, nel documento finale che ne è uscito, il progetto è improvvisamente scomparso. Bella doccia fredda per la Regione, che ha l’ha sempre difeso a spada tratta e oggi cerca di far buon viso a cattivo gioco. L’assessore ai Trasporti Peri oggi in una nota ha detto che la cosa importante è sapere che per il Governo l’opera è strategica. Dunque si aspetta di rivederla nell’elenco delle opere che verranno prossimamente finanziate con la legge di stabilità. Ci si accontenta di una promessa, insomma, sperando in miglior fortuna nel nuovo elenco. Chissà. Chi invece plaude, con un po’ di ironia, al colpo di scena è ovviamente il fronte del no.


CAVEZZO: GLI AGRICOLTORI INCALZANO IL GOVERNO

Un documento unitario che chiede a Roma urgenti misure di sostegno per il comparto agricolo: è quello che stamattina Confagricoltura, Cia e Copagri hanno sottoposto al ministro Poletti. Richieste semplici ma molto precise, su tutte quella di agevolazioni fiscali per la Bassa terremotata. Torna alla ribalta dunque la richiesta di fiscalità di vantaggio, ma non si parla solo di questo. Dal mondo agricolo locale arriva anche un’altra richiesta all’indirizzo del governo, ennesimo segno tangibile di un settore che rischia di sprofondare: quella di modificare la normativa sui voucher, chiedendo di allargare le fasce di lavoratori a cui questi possono essere destinati. Non più insomma solo per il pagamento di pensionati e studenti. Ma resta fondamentale anche la riduzione della burocrazia nell’assunzione di manodopera. Il ministro Poletti però non ha preso nessun impegno, se non quello di inoltrare le richieste al ministro per le politiche agricole Martina. Ma la sensazione è che le aziende del cratere avranno ancora molto tempo per soffrire in un contesto prepotentemente aggravato dalla crisi russa.


CRISI EDILIZIA: IN REGIONE PERSE 1.600 AZIENDE IN UN ANNO

L’edilizia continua a vedere nero, lungo la via Emilia. Né i lavori della ricostruzione post-terremoto né le agevolazioni fiscali introdotte per le ristrutturazioni stanno riuscendo nell’impresa di rianimare il settore che più di tutti, forse, ha subito i colpi della crisi. A confermarlo è la periodica indagine congiunturale realizzata da Unioncamere Emilia-Romagna. Nel giro di un anno – dal 30 giugno 2013 al 30 giugno 2014 – sono andate perdute 1.649 aziende di costruzioni in regione su un panorama complessivo di circa 70mila unità. E nel secondo trimestre di quest’anno, il volume d’affari delle imprese è sceso del 3% rispetto allo stesso periodo del 2013. Il crollo del mattone ha avuto conseguenze dirompenti sul tessuto economico emiliano. Se tra le ditte edili di dimensioni più piccole, in molte hanno chiuso, anche i giganti della cooperazione hanno pagato un conto salatissimo. Basti pensare alla carpigiana Cmb, alla bolognese Ccc o alla reggiane Unieco e Coopsette. Costretti chi alla cassa integrazione chi addirittura al concordato preventivo.


MORBILLO IN AUMENTO E SCATTA L'ALLARME

Arrivati già a 140 - e solo nei primi mesi dell'anno - i casi in aumento di morbillo in regione hanno fatto scattare un allarme vaccinazioni. Soprattutto perché a contrarre il virus sono per lo più individui tra i 25 e i 44 anni e non bambini come è più comune che sia - e a dimostrarlo Bologna con il 63% dei casi registrati in regione concentrati proprio all'università. Seguono poi Piacenza, Modena, Ravenna, Rimini, Parma e Reggio Emilia. Ma a preoccupare l'Ausl, che ha lanciato l'allarme per un quadro che si stava delineando così già a luglio, è più il fatto che contraggano il virus - come dimostra l'età matura - persone non vaccinate durante l'infanzia. Rilanciando dunque la discussione tra medici che sostengono l'importanza dei sieri e genitori che sottraggono i figli ai richiami convinti della loro pericolosità. Una tendenza quella all'obiezione per l'obbligo alla vaccinazione che ha continuato a crescere nel corso degli ultimi anni.


FONDAZIONE CRESCIAMO: SCONTRO SINDACATI-COMUNE

E’ di nuovo scontro frontale tra sindacati e Comune sulla Fondazione Cresciamo, l’ente istituito nel 2012 dal Comune per gestire i servizi educativi dell’infanzia. Un soggetto pubblico che però si comporta come uno privato nella gestione finanziaria, a partire dal pagamento degli stipendi, perché non applica agli insegnanti il contratto pubblico. A scatenare la nuova guerra sindacale è stata la decisione del Comune di fare confluire nella Fondazione altre due scuole, a seguito della quale nelle settimane scorse è stato proclamato lo stato d’agitazione del personale. Una protesta contro una decisione calata dall’alto a fine ferie, che non ha dato al personale nessuna possibilità di scelta. Si è tentata la conciliazione anche con un summit in Prefettura, ma senza esito. Per questo oggi Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato nuove iniziative di lotta, più una capillare azione di volantinaggio e una serie di incontri con le famiglie dei bambini per spiegare le ragioni della protesta. La battaglia sulla Fondazione parte da lontano: già a fine 2012 si registrarono le prime due giornate di sciopero contro la gestione privata di una scuola pubblica.


CISPADANA: NIENTE FINANZIAMENTO DAL GOVERNO

Cispadana sì, Cispadana no. E’ il sorprendente balletto del governo Renzi sul progetto della prima autostrada regionale: il 7 agosto era nell’elenco delle grandi opere finanziate dal decreto Sblocca Italia che entrava all’esame del Consiglio dei Ministri. Il 29, nel documento finale che ne è uscito, il progetto è improvvisamente scomparso. Bella doccia fredda per la Regione, che ha l’ha sempre difeso a spada tratta e oggi cerca di far buon viso a cattivo gioco. L’assessore ai Trasporti Peri oggi in una nota ha detto che la cosa importante è sapere che per il Governo l’opera è strategica. Dunque si aspetta di rivederla nell’elenco delle opere che verranno prossimamente finanziate con la legge di stabilità. Ci si accontenta di una promessa, insomma, sperando in miglior fortuna nel nuovo elenco. Chissà. Chi invece plaude, con un po’ di ironia, al colpo di scena è ovviamente il fronte del no.


CAVEZZO: GLI AGRICOLTORI INCALZANO IL GOVERNO

Un documento unitario che chiede a Roma urgenti misure di sostegno per il comparto agricolo: è quello che stamattina Confagricoltura, Cia e Copagri hanno sottoposto al ministro Poletti. Richieste semplici ma molto precise, su tutte quella di agevolazioni fiscali per la Bassa terremotata. Torna alla ribalta dunque la richiesta di fiscalità di vantaggio, ma non si parla solo di questo. Dal mondo agricolo locale arriva anche un’altra richiesta all’indirizzo del governo, ennesimo segno tangibile di un settore che rischia di sprofondare: quella di modificare la normativa sui voucher, chiedendo di allargare le fasce di lavoratori a cui questi possono essere destinati. Non più insomma solo per il pagamento di pensionati e studenti. Ma resta fondamentale anche la riduzione della burocrazia nell’assunzione di manodopera. Il ministro Poletti però non ha preso nessun impegno, se non quello di inoltrare le richieste al ministro per le politiche agricole Martina. Ma la sensazione è che le aziende del cratere avranno ancora molto tempo per soffrire in un contesto prepotentemente aggravato dalla crisi russa.


CRISI EDILIZIA: IN REGIONE PERSE 1.600 AZIENDE IN UN ANNO

L’edilizia continua a vedere nero, lungo la via Emilia. Né i lavori della ricostruzione post-terremoto né le agevolazioni fiscali introdotte per le ristrutturazioni stanno riuscendo nell’impresa di rianimare il settore che più di tutti, forse, ha subito i colpi della crisi. A confermarlo è la periodica indagine congiunturale realizzata da Unioncamere Emilia-Romagna. Nel giro di un anno – dal 30 giugno 2013 al 30 giugno 2014 – sono andate perdute 1.649 aziende di costruzioni in regione su un panorama complessivo di circa 70mila unità. E nel secondo trimestre di quest’anno, il volume d’affari delle imprese è sceso del 3% rispetto allo stesso periodo del 2013. Il crollo del mattone ha avuto conseguenze dirompenti sul tessuto economico emiliano. Se tra le ditte edili di dimensioni più piccole, in molte hanno chiuso, anche i giganti della cooperazione hanno pagato un conto salatissimo. Basti pensare alla carpigiana Cmb, alla bolognese Ccc o alla reggiane Unieco e Coopsette. Costretti chi alla cassa integrazione chi addirittura al concordato preventivo.


MORBILLO IN AUMENTO E SCATTA L'ALLARME

Arrivati già a 140 - e solo nei primi mesi dell'anno - i casi in aumento di morbillo in regione hanno fatto scattare un allarme vaccinazioni. Soprattutto perché a contrarre il virus sono per lo più individui tra i 25 e i 44 anni e non bambini come è più comune che sia - e a dimostrarlo Bologna con il 63% dei casi registrati in regione concentrati proprio all'università. Seguono poi Piacenza, Modena, Ravenna, Rimini, Parma e Reggio Emilia. Ma a preoccupare l'Ausl, che ha lanciato l'allarme per un quadro che si stava delineando così già a luglio, è più il fatto che contraggano il virus - come dimostra l'età matura - persone non vaccinate durante l'infanzia. Rilanciando dunque la discussione tra medici che sostengono l'importanza dei sieri e genitori che sottraggono i figli ai richiami convinti della loro pericolosità. Una tendenza quella all'obiezione per l'obbligo alla vaccinazione che ha continuato a crescere nel corso degli ultimi anni.


FONDAZIONE CRESCIAMO: SCONTRO SINDACATI-COMUNE

E’ di nuovo scontro frontale tra sindacati e Comune sulla Fondazione Cresciamo, l’ente istituito nel 2012 dal Comune per gestire i servizi educativi dell’infanzia. Un soggetto pubblico che però si comporta come uno privato nella gestione finanziaria, a partire dal pagamento degli stipendi, perché non applica agli insegnanti il contratto pubblico. A scatenare la nuova guerra sindacale è stata la decisione del Comune di fare confluire nella Fondazione altre due scuole, a seguito della quale nelle settimane scorse è stato proclamato lo stato d’agitazione del personale. Una protesta contro una decisione calata dall’alto a fine ferie, che non ha dato al personale nessuna possibilità di scelta. Si è tentata la conciliazione anche con un summit in Prefettura, ma senza esito. Per questo oggi Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato nuove iniziative di lotta, più una capillare azione di volantinaggio e una serie di incontri con le famiglie dei bambini per spiegare le ragioni della protesta. La battaglia sulla Fondazione parte da lontano: già a fine 2012 si registrarono le prime due giornate di sciopero contro la gestione privata di una scuola pubblica.


CISPADANA: NIENTE FINANZIAMENTO DAL GOVERNO

Cispadana sì, Cispadana no. E’ il sorprendente balletto del governo Renzi sul progetto della prima autostrada regionale: il 7 agosto era nell’elenco delle grandi opere finanziate dal decreto Sblocca Italia che entrava all’esame del Consiglio dei Ministri. Il 29, nel documento finale che ne è uscito, il progetto è improvvisamente scomparso. Bella doccia fredda per la Regione, che ha l’ha sempre difeso a spada tratta e oggi cerca di far buon viso a cattivo gioco. L’assessore ai Trasporti Peri oggi in una nota ha detto che la cosa importante è sapere che per il Governo l’opera è strategica. Dunque si aspetta di rivederla nell’elenco delle opere che verranno prossimamente finanziate con la legge di stabilità. Ci si accontenta di una promessa, insomma, sperando in miglior fortuna nel nuovo elenco. Chissà. Chi invece plaude, con un po’ di ironia, al colpo di scena è ovviamente il fronte del no.


CAVEZZO: GLI AGRICOLTORI INCALZANO IL GOVERNO

Un documento unitario che chiede a Roma urgenti misure di sostegno per il comparto agricolo: è quello che stamattina Confagricoltura, Cia e Copagri hanno sottoposto al ministro Poletti. Richieste semplici ma molto precise, su tutte quella di agevolazioni fiscali per la Bassa terremotata. Torna alla ribalta dunque la richiesta di fiscalità di vantaggio, ma non si parla solo di questo. Dal mondo agricolo locale arriva anche un’altra richiesta all’indirizzo del governo, ennesimo segno tangibile di un settore che rischia di sprofondare: quella di modificare la normativa sui voucher, chiedendo di allargare le fasce di lavoratori a cui questi possono essere destinati. Non più insomma solo per il pagamento di pensionati e studenti. Ma resta fondamentale anche la riduzione della burocrazia nell’assunzione di manodopera. Il ministro Poletti però non ha preso nessun impegno, se non quello di inoltrare le richieste al ministro per le politiche agricole Martina. Ma la sensazione è che le aziende del cratere avranno ancora molto tempo per soffrire in un contesto prepotentemente aggravato dalla crisi russa.


CRISI EDILIZIA: IN REGIONE PERSE 1.600 AZIENDE IN UN ANNO

L’edilizia continua a vedere nero, lungo la via Emilia. Né i lavori della ricostruzione post-terremoto né le agevolazioni fiscali introdotte per le ristrutturazioni stanno riuscendo nell’impresa di rianimare il settore che più di tutti, forse, ha subito i colpi della crisi. A confermarlo è la periodica indagine congiunturale realizzata da Unioncamere Emilia-Romagna. Nel giro di un anno – dal 30 giugno 2013 al 30 giugno 2014 – sono andate perdute 1.649 aziende di costruzioni in regione su un panorama complessivo di circa 70mila unità. E nel secondo trimestre di quest’anno, il volume d’affari delle imprese è sceso del 3% rispetto allo stesso periodo del 2013. Il crollo del mattone ha avuto conseguenze dirompenti sul tessuto economico emiliano. Se tra le ditte edili di dimensioni più piccole, in molte hanno chiuso, anche i giganti della cooperazione hanno pagato un conto salatissimo. Basti pensare alla carpigiana Cmb, alla bolognese Ccc o alla reggiane Unieco e Coopsette. Costretti chi alla cassa integrazione chi addirittura al concordato preventivo.


MORBILLO IN AUMENTO E SCATTA L'ALLARME

Arrivati già a 140 - e solo nei primi mesi dell'anno - i casi in aumento di morbillo in regione hanno fatto scattare un allarme vaccinazioni. Soprattutto perché a contrarre il virus sono per lo più individui tra i 25 e i 44 anni e non bambini come è più comune che sia - e a dimostrarlo Bologna con il 63% dei casi registrati in regione concentrati proprio all'università. Seguono poi Piacenza, Modena, Ravenna, Rimini, Parma e Reggio Emilia. Ma a preoccupare l'Ausl, che ha lanciato l'allarme per un quadro che si stava delineando così già a luglio, è più il fatto che contraggano il virus - come dimostra l'età matura - persone non vaccinate durante l'infanzia. Rilanciando dunque la discussione tra medici che sostengono l'importanza dei sieri e genitori che sottraggono i figli ai richiami convinti della loro pericolosità. Una tendenza quella all'obiezione per l'obbligo alla vaccinazione che ha continuato a crescere nel corso degli ultimi anni.


FONDAZIONE CRESCIAMO: SCONTRO SINDACATI-COMUNE

E’ di nuovo scontro frontale tra sindacati e Comune sulla Fondazione Cresciamo, l’ente istituito nel 2012 dal Comune per gestire i servizi educativi dell’infanzia. Un soggetto pubblico che però si comporta come uno privato nella gestione finanziaria, a partire dal pagamento degli stipendi, perché non applica agli insegnanti il contratto pubblico. A scatenare la nuova guerra sindacale è stata la decisione del Comune di fare confluire nella Fondazione altre due scuole, a seguito della quale nelle settimane scorse è stato proclamato lo stato d’agitazione del personale. Una protesta contro una decisione calata dall’alto a fine ferie, che non ha dato al personale nessuna possibilità di scelta. Si è tentata la conciliazione anche con un summit in Prefettura, ma senza esito. Per questo oggi Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato nuove iniziative di lotta, più una capillare azione di volantinaggio e una serie di incontri con le famiglie dei bambini per spiegare le ragioni della protesta. La battaglia sulla Fondazione parte da lontano: già a fine 2012 si registrarono le prime due giornate di sciopero contro la gestione privata di una scuola pubblica.


CISPADANA: NIENTE FINANZIAMENTO DAL GOVERNO

Cispadana sì, Cispadana no. E’ il sorprendente balletto del governo Renzi sul progetto della prima autostrada regionale: il 7 agosto era nell’elenco delle grandi opere finanziate dal decreto Sblocca Italia che entrava all’esame del Consiglio dei Ministri. Il 29, nel documento finale che ne è uscito, il progetto è improvvisamente scomparso. Bella doccia fredda per la Regione, che ha l’ha sempre difeso a spada tratta e oggi cerca di far buon viso a cattivo gioco. L’assessore ai Trasporti Peri oggi in una nota ha detto che la cosa importante è sapere che per il Governo l’opera è strategica. Dunque si aspetta di rivederla nell’elenco delle opere che verranno prossimamente finanziate con la legge di stabilità. Ci si accontenta di una promessa, insomma, sperando in miglior fortuna nel nuovo elenco. Chissà. Chi invece plaude, con un po’ di ironia, al colpo di scena è ovviamente il fronte del no.


CAVEZZO: GLI AGRICOLTORI INCALZANO IL GOVERNO

Un documento unitario che chiede a Roma urgenti misure di sostegno per il comparto agricolo: è quello che stamattina Confagricoltura, Cia e Copagri hanno sottoposto al ministro Poletti. Richieste semplici ma molto precise, su tutte quella di agevolazioni fiscali per la Bassa terremotata. Torna alla ribalta dunque la richiesta di fiscalità di vantaggio, ma non si parla solo di questo. Dal mondo agricolo locale arriva anche un’altra richiesta all’indirizzo del governo, ennesimo segno tangibile di un settore che rischia di sprofondare: quella di modificare la normativa sui voucher, chiedendo di allargare le fasce di lavoratori a cui questi possono essere destinati. Non più insomma solo per il pagamento di pensionati e studenti. Ma resta fondamentale anche la riduzione della burocrazia nell’assunzione di manodopera. Il ministro Poletti però non ha preso nessun impegno, se non quello di inoltrare le richieste al ministro per le politiche agricole Martina. Ma la sensazione è che le aziende del cratere avranno ancora molto tempo per soffrire in un contesto prepotentemente aggravato dalla crisi russa.


CRISI EDILIZIA: IN REGIONE PERSE 1.600 AZIENDE IN UN ANNO

L’edilizia continua a vedere nero, lungo la via Emilia. Né i lavori della ricostruzione post-terremoto né le agevolazioni fiscali introdotte per le ristrutturazioni stanno riuscendo nell’impresa di rianimare il settore che più di tutti, forse, ha subito i colpi della crisi. A confermarlo è la periodica indagine congiunturale realizzata da Unioncamere Emilia-Romagna. Nel giro di un anno – dal 30 giugno 2013 al 30 giugno 2014 – sono andate perdute 1.649 aziende di costruzioni in regione su un panorama complessivo di circa 70mila unità. E nel secondo trimestre di quest’anno, il volume d’affari delle imprese è sceso del 3% rispetto allo stesso periodo del 2013. Il crollo del mattone ha avuto conseguenze dirompenti sul tessuto economico emiliano. Se tra le ditte edili di dimensioni più piccole, in molte hanno chiuso, anche i giganti della cooperazione hanno pagato un conto salatissimo. Basti pensare alla carpigiana Cmb, alla bolognese Ccc o alla reggiane Unieco e Coopsette. Costretti chi alla cassa integrazione chi addirittura al concordato preventivo.


MORBILLO IN AUMENTO E SCATTA L'ALLARME

Arrivati già a 140 - e solo nei primi mesi dell'anno - i casi in aumento di morbillo in regione hanno fatto scattare un allarme vaccinazioni. Soprattutto perché a contrarre il virus sono per lo più individui tra i 25 e i 44 anni e non bambini come è più comune che sia - e a dimostrarlo Bologna con il 63% dei casi registrati in regione concentrati proprio all'università. Seguono poi Piacenza, Modena, Ravenna, Rimini, Parma e Reggio Emilia. Ma a preoccupare l'Ausl, che ha lanciato l'allarme per un quadro che si stava delineando così già a luglio, è più il fatto che contraggano il virus - come dimostra l'età matura - persone non vaccinate durante l'infanzia. Rilanciando dunque la discussione tra medici che sostengono l'importanza dei sieri e genitori che sottraggono i figli ai richiami convinti della loro pericolosità. Una tendenza quella all'obiezione per l'obbligo alla vaccinazione che ha continuato a crescere nel corso degli ultimi anni.


FONDAZIONE CRESCIAMO: SCONTRO SINDACATI-COMUNE

E’ di nuovo scontro frontale tra sindacati e Comune sulla Fondazione Cresciamo, l’ente istituito nel 2012 dal Comune per gestire i servizi educativi dell’infanzia. Un soggetto pubblico che però si comporta come uno privato nella gestione finanziaria, a partire dal pagamento degli stipendi, perché non applica agli insegnanti il contratto pubblico. A scatenare la nuova guerra sindacale è stata la decisione del Comune di fare confluire nella Fondazione altre due scuole, a seguito della quale nelle settimane scorse è stato proclamato lo stato d’agitazione del personale. Una protesta contro una decisione calata dall’alto a fine ferie, che non ha dato al personale nessuna possibilità di scelta. Si è tentata la conciliazione anche con un summit in Prefettura, ma senza esito. Per questo oggi Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato nuove iniziative di lotta, più una capillare azione di volantinaggio e una serie di incontri con le famiglie dei bambini per spiegare le ragioni della protesta. La battaglia sulla Fondazione parte da lontano: già a fine 2012 si registrarono le prime due giornate di sciopero contro la gestione privata di una scuola pubblica.


CISPADANA: NIENTE FINANZIAMENTO DAL GOVERNO

Cispadana sì, Cispadana no. E’ il sorprendente balletto del governo Renzi sul progetto della prima autostrada regionale: il 7 agosto era nell’elenco delle grandi opere finanziate dal decreto Sblocca Italia che entrava all’esame del Consiglio dei Ministri. Il 29, nel documento finale che ne è uscito, il progetto è improvvisamente scomparso. Bella doccia fredda per la Regione, che ha l’ha sempre difeso a spada tratta e oggi cerca di far buon viso a cattivo gioco. L’assessore ai Trasporti Peri oggi in una nota ha detto che la cosa importante è sapere che per il Governo l’opera è strategica. Dunque si aspetta di rivederla nell’elenco delle opere che verranno prossimamente finanziate con la legge di stabilità. Ci si accontenta di una promessa, insomma, sperando in miglior fortuna nel nuovo elenco. Chissà. Chi invece plaude, con un po’ di ironia, al colpo di scena è ovviamente il fronte del no.


CAVEZZO: GLI AGRICOLTORI INCALZANO IL GOVERNO

Un documento unitario che chiede a Roma urgenti misure di sostegno per il comparto agricolo: è quello che stamattina Confagricoltura, Cia e Copagri hanno sottoposto al ministro Poletti. Richieste semplici ma molto precise, su tutte quella di agevolazioni fiscali per la Bassa terremotata. Torna alla ribalta dunque la richiesta di fiscalità di vantaggio, ma non si parla solo di questo. Dal mondo agricolo locale arriva anche un’altra richiesta all’indirizzo del governo, ennesimo segno tangibile di un settore che rischia di sprofondare: quella di modificare la normativa sui voucher, chiedendo di allargare le fasce di lavoratori a cui questi possono essere destinati. Non più insomma solo per il pagamento di pensionati e studenti. Ma resta fondamentale anche la riduzione della burocrazia nell’assunzione di manodopera. Il ministro Poletti però non ha preso nessun impegno, se non quello di inoltrare le richieste al ministro per le politiche agricole Martina. Ma la sensazione è che le aziende del cratere avranno ancora molto tempo per soffrire in un contesto prepotentemente aggravato dalla crisi russa.


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