Nel video le interviste a:

  • Aldo Lugli, Comitato ambientale Campogalliano
  • Massimo Neviani, Comitato ambientale Campogalliano

Decenni di mancata pulizia dell’alveo del fiume e i rari interventi sulle casse di espansione hanno messo a dura prova il sistema idrografico del bacino del secchia. Sono bastate due piene sulla carta e statisticamente medio piccole come quelle del dicembre 2009, 2017 e del dicembre dello scorso anno per fare temere il peggio. Anche agli abitanti di Campogalliano, comune che convive con le casse di espansione e che negli ultimi anni ha visto aumentare in maniera repentine casi di tracimazione e allagamento. I cittadini riuniti in un comitato attivo da anni, dopo la lettera senza risposta inviata nel 2016, hanno nuovamente scritto alle istituzioni e agli organi competenti per segnalare criticità e preoccupazioni relative all’asta del Secchia ma con attenzione al tratto modenese dalle casse di espansione fino a valle a nord della città. Incontriamo un rappresentante del comitato sulla riva del Secchia, ci mostra gli effetti delle ultime esondazioni e degli allagamenti del comune di Campogalliano, rappresentate sul giornalino comunale. I lavori di pulizia e risagomatura dell’alveo e delle arginature, gestiti da AIPO, sono iniziati e proseguiti a stralci, solo dopo il dramma dell’alluvione dovuta al cedimento dell’argine a San Matteo. Lavori proseguiti nei punti più critici. Tra questi quello della curva del fiume all’altezza della rotatoria San Pancrazio e Ponte Alto. Qui alveo e arginature sono stati sbancati e risagomati per abbassare in caso di piena il livello del fiume che anche nelle ultime ondate e arriva a lambire la sommita del vecchio muretto in cemento armato ormai sbriciolato. Ma si tratta di interventi strutturati per contenere piene con tempo di ritorno 20, di fatto medio piccole. E su questo punto si sposta carte e monitoraggi alla mano, l’attenzione dei comitati

 

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