Nella Caserma “G. Vaccari”, sede delle Fiamme Gialle modenesi, alla presenza del Prefetto di Modena – dott.ssa Alessandra CAMPOROTA – ha avuto luogo la celebrazione del 247° Anniversario di Fondazione della Guardia di Finanza.

Nel corso della breve cerimonia, improntata a doverosa sobrietà, il Prefetto ed il Comandante Provinciale, Col. t.ST Adriano D’Elia, hanno proceduto alla deposizione di una corona di alloro davanti alla targa dedicata al Brig. Giacomo Vaccari, medaglia di Bronzo al Valor Militare, caduto in servizio il 25 giugno del 1943, al quale è intitolata la caserma.

Dopo la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica e dell’Ordine del Giorno Speciale del Comandante Generale della Guardia di Finanza – Generale di Corpo d’Armata Giuseppe ZAFARANA – il Comandante Provinciale ha ringraziato il Sig. Prefetto, il quale ha espresso il proprio apprezzamento circa la professionalità delle Fiamme Gialle, sempre più indispensabile in un periodo come quello attuale per il mantenimento della sicurezza economico-finanziaria del territorio.

La tradizionale ricorrenza costituisce l’occasione per un bilancio delle attività condotte lo scorso anno dai Reparti del Comando Provinciale di Modena nei settori della lotta all’elusione e all’evasione fiscale, del contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica, della tutela del mercato dei beni e dei servizi, di quello dei capitali e del contrasto alla criminalità organizzata sotto il profilo patrimoniale, che rappresentano la mission istituzionale, nonché negli altri comparti operativi, in un’ottica sempre volta alla tutela della collettività e della competitività del “sistema Paese”.

Nel corso del 2020 la Guardia di finanza di Modena ha eseguito 19.636 controlli (tra persone fisiche esercizi commerciale ed imprese) per assicurare il rispetto delle misure di contenimento della pandemia che hanno consentito di accertare circa 300 violazioni, ha inoltre effettuato162 interventi ispettivi e 648 indagini per contrastare le infiltrazioni della criminalità economica e organizzata nel tessuto economico e sociale: un impegno “a tutto campo” a tutela di famiglie e imprese in difficoltà e a sostegno delle prospettive di rilancio e di sviluppo del Paese.

Interventi mirati e selettivi, fondati sull’incrocio delle banche dati fiscali e di polizia, sul controllo economico del territorio e sulle risultanze delle indagini di polizia giudiziaria e valutaria, nei confronti dei contribuenti ad elevata pericolosità fiscale e verso coloro che pongono in essere condotte fraudolente e illeciti a carattere internazionale: è questa, in sintesi, la strategia adottata dal Corpo dall’inizio della pandemia per arginare i più gravi e diffusi fenomeni di illegalità tributaria e tutelare l’economia legale dall’illecita concorrenza dei frodatori del fisco e dei grandi evasori.

Nel 2020 sono stati scoperti 20 evasori totali, ossia esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo completamente sconosciuti all’Amministrazione finanziaria e 41 datori di lavoro che hanno impiegato 149 lavoratori in “nero” o irregolari.

Sono state eseguite, inoltre, 190 indagini di polizia giudiziaria, che hanno portato alla denuncia di 141 soggetti per reati fiscali.

Il contrasto alle frodi fiscali è costantemente perseguito attraverso il sistematico ricorso alle proposte, avanzate alla competente A.G., tese al sequestro dei patrimoni dei responsabili di reati fiscali, in funzione della confisca in misura equivalente ai tributi evasi, in presenza dei relativi presupposti di legge.

Complessivamente, a fronte delle frodi scoperte, sono state quindi condotte azioni di “aggressione” dei patrimoni dei responsabili per oltre 3 milioni di euro, mentre sono tuttora al vaglio delle Autorità competenti proposte di sequestro per circa 120 milioni di euro.

L’efficace analisi ed utilizzo delle informazioni acquisibili dalle varie banche dati disponibili, unitamente ad una costante attività di intelligence effettuata anche attraverso una maggiore presenza sul territorio, ha consentito di scoprire 2 casi di evasione fiscale internazionale, riconducibili all’illecita detenzione di capitali oltreconfine ed alla manipolazione dei prezzi di trasferimento.

Ammontano, invece, a 16 gli interventi eseguiti in materia di accise, anche a tutela del mercato dei carburanti.

I controlli e le indagini contro il gioco illegale ed irregolare hanno permesso di verbalizzare 69 soggetti.

Nel corso del 2020 la Guardia di Finanza di Modena ha dedicato una particolare attenzione agli illeciti in materia di spesa pubblica e a tutte le condotte che, mettendo a rischio la legalità e la trasparenza che devono connotare l’azione della Pubblica amministrazione, pregiudicano la corretta allocazione delle risorse, favorendo sprechi, truffe, malversazioni e indebite percezioni.

187 sono stati gli interventi complessivamente svolti a tutela dei principali flussi di spesa, dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, dai fondi europei alla responsabilità per danno erariale, cui si aggiungono 38 deleghe d’indagine concluse in collaborazione con la Magistratura ordinaria e 27 deleghe svolte con la Corte dei conti.

Le frodi scoperte dai Reparti in danno del bilancio nazionale/locale e comunitario

sono state pari ad oltre 320 mila euro con 96 soggetti denunciati.

 

In tale comparto, in particolare, rilevante è stato l’impegno nel settore della spesa previdenziale e sanitaria.

I controlli svolti in tale ambito dalla Guardia di Finanza – polizia economico – finanziaria a forte vocazione sociale – mirano proprio a evitare che delle “prestazioni sociali agevolate” – questa la definizione tecnica degli aiuti in argomento – possa beneficiare chi non ne abbia diritto, a danno dei più bisognosi. I risultati ottenuti sono significativi: circa il 41% dei controlli volti a verificare la sussistenza dei presupposti di legge previsti per l’erogazione di prestazioni sociali agevolate ha evidenziato irregolarità relativamente al possesso dei requisiti reddituali previsti. In particolare, sono stati eseguiti complessivamente 124 controlli, che hanno consentito di accertare l’indebita corresponsione e/o richiesta di prestazioni non spettanti per circa 313 mila euro. Con riguardo alla sola spesa previdenziale (assegni sociali, pensioni di guerra, invalidità civile e altre) sono state accertate frodi per oltre 132 mila euro.

Tra i controlli in materia di prestazioni sociali agevolate, il Corpo ha realizzato uno specifico dispositivo operativo volto al contrasto dei fenomeni di illecita apprensione del “reddito di cittadinanza”. Gli interventi svolti in quest’ultimo ambito, anche con il contributo dell’INPS, sono stati indirizzati, in maniera puntuale e selettiva, nei confronti delle posizioni connotate da concreti elementi di rischio e hanno permesso di intercettare circa 175 mila euro indebitamente percepiti, nonché di denunciare all’Autorità Giudiziaria, per le ipotesi di reato previste dalla normativa di settore, 21 soggetti.

In seno al Piano operativo finalizzato alla tutela della regolarità della spesa sanitaria, i Reparti hanno portato a termine 3 interventi, segnalando all’A.G. contabile un soggetto, con un danno erariale accertato pari a circa 22 mila euro.

 

 

Passando al settore degli appalti, il valore delle procedure contrattuali risultate irregolari a seguito di mirati controlli basati su analisi di rischio, è stato pari a 227 mila euro.

Le persone denunciate per reati in materia di appalti, corruzione e altri delitti contro la Pubblica Amministrazione sono state 8. In tale ambito, riveste importanza strategica la collaborazione con l’Autorità Nazionale Anticorruzione, su cui delega, nel corso del 2020, i Reparti hanno effettuato controlli in materia di contrattualistica pubblica e accertamenti nel settore anticorruzione e trasparenza.

È utile sottolineare, a fattor comune, come un sicuro indice dell’incisività dell’azione investigativa sia rappresentato dal dato riguardante i sequestri: nell’ambito delle attività svolte a tutela della spesa pubblica, sono stati eseguiti provvedimenti ablatori per un importo complessivo di oltre 1 milione e 200 mila euro.

Sul fronte della tutela del mercato dei capitali, l’impegno profuso nel 2020 si è concretizzato nel sequestro di beni per un valore di oltre 3 milioni di euro a seguito di 13 interventi in materia di riciclaggio e auto-riciclaggio. 31 sono le persone denunciate ed il valore del riciclaggio accertato si è attestato intorno a 183 milioni di euro. Sul fronte dell’attività di prevenzione in materia antiriciclaggio, i reparti dipendenti hanno proceduto all’approfondimento di 314 segnalazioni di operazioni sospette.

Nel campo dei reati fallimentari, sono stati operati sequestri di beni per un valore superiore a 354 mila euro, su un totale di patrimoni risultati distratti di oltre 17 milioni di euro.

Nel comparto operativo dedicato alla sicurezza della circolazione dell’euro è stato denunciato un soggetto con l’esecuzione di sequestri di valute contraffatte per un valore complessivo di 62.820 euro.

 

 

In applicazione della normativa antimafia, sono stati sottoposti ad accertamenti patrimoniali 73 soggetti (32 persone fisiche e 41 persone giuridiche), mentre i provvedimenti di sequestro e confisca eseguiti, ai sensi del Codice Antimafia, hanno superato, complessivamente, la quota di 2 milioni di euro. Ammonta, invece, a circa 14 milioni di euro circa il valore dei beni mobili, immobili, aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie proposti all’Autorità Giudiziaria per il sequestro.

Sono stati eseguiti, poi, 368 accertamenti a seguito di richieste pervenute dalla locale Prefettura, tutti riferiti alle verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia.

L’attività a tutela del mercato dei beni e dei servizi è stata volta a contrastare la contraffazione di marchi registrati, l’usurpazione di indicazioni di origine e qualità delle merci, le false attestazioni concernenti la corrispondenza dei prodotti agli standard di sicurezza previsti e le violazioni alla normativa sul diritto d’autore.

In tali ambiti, i Reparti dipendenti hanno effettuato oltre 101 interventi, sottoponendo a sequestro circa 63 mila prodotti industriali contraffatti, con falsa indicazione del made in Italy e non sicuri. Sono stati segnalati alle Procure della Repubblica 2 soggetti ed altri 9 alle Autorità amministrative.

La crisi sanitaria connessa al Covid-19 ha visto la Guardia di Finanza fortemente impegnata, inoltre, nelle attività a tutela dei consumatori, principalmente volte a contrastare le fattispecie fraudolente riferite, da un lato, all’illecita commercializzazione di beni utili a fronteggiare l’emergenza epidemiologica e, dall’altro, a condotte ingannevoli e truffaldine.

In tale contesto, sono stati denunciati 4 soggetti per i reati di frode in commercio, vendita di prodotti con segni mendaci, truffa, falso e ricettazione, constatate sanzioni amministrative in altri 4 casi e sottoposti a sequestro 310.223 tra mascherine e

 

 

dispositivi di protezione individuale per un valore commerciale di circa 1 milione e 400 mila euro.

Ulteriori 2 soggetti sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria per il reato di manovre speculative su merci avendo commercializzato, durante l’emergenza epidemiologica, prodotti con fortissimi ricarichi rispetto al prezzo di acquisto.