Nel video l’intervista a Leopoldo Puca, delegato Fiom-Cgil presso la Goldoni di Carpi

C’è fermento e attesa per la giornata di domani tra i sindacati e i lavoratori della Goldoni di Carpi, azienda che produce macchine agricole. Nuovi aggiornamenti via conference call potrebbero arrivare dalla riunione del Cda della proprietà cinese che ha acquisito nel 2016 la storica ditta della città dei Pio, allora in serie difficoltà economiche. In questi giorni, dopo un periodo di rallentamento della produzione legato – pare – a problemi nel pagamento dei fornitori, l’equilibrio è stato stravolto dalla richiesta, da parte del colosso cinese, di un concordato preventivo. Nel frattempo, sempre per l’intera mattinata di domani i sindacati hanno indetto un nuovo sciopero davanti ai cancelli dell’azienda, mentre ieri è stata formalizzata da parte della Fiom-Cgil la richiesta di attivare immediatamente un tavolo di crisi in Regione. I lavoratori chiedono che venga ritirata la procedura concorsuale e che riprenda invece la continuità produttiva. Una procedura di concordato preventivo, scrive la Cgil, oltre ai costi della procedura stessa, scaricherà sui fornitori creditori ulteriori oneri e ne comprometterà ulteriormente i rapporti, con conseguenze negative sui posti di lavoro e sull’organizzazione della produzione.

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