L’olio su tela, realizzato con l’antica tecnica dello spolvero, ritrae l’imprenditore in un contesto dal forte significato simbolico

Se il ritratto di Enzo Ferrari presentato quest’estate aveva colpito per l’originalità del tratto e la densità dello sguardo, non è sicuramente da meno quello che il pittore serramazzonese Remo Resca ha voluto dedicare a suo figlio Piero Ferrari, in ideale prosecuzione. L’olio su tela, realizzato anche questo con l’antica tecnica dello spolvero che usava Giotto nel 1200, è stato appena terminato, e ritrae l’imprenditore in un contesto dal forte significato simbolico: dalla bandiera italiana con germoglio che lo avvolge a destra simulando con le sue curve quelle di una pista, all’aeroplano di Francesco Baracca da cui il Drake trasse il simbolo del cavallino rampante, alla vettura di Formula 1 coperta dal telo rosso a indicare l’attesa per ogni nuovo modello in corsa per il campionato. E poi anche qui, come era stato per il ritratto precedente, lo stemma della Ferrari volutamente ingrandito sulla giacca per farlo sembrare a contatto col vetro e quindi rivolto allo spettatore. Ma a colpire ancora è soprattutto lo sguardo, particolarmente intenso. L’auspicio adesso è che anche questo ritratto, come il precedente, possa essere ammesso nel Mef. Resca, pittore surrealista ferrarese di origine, ha tratto ispirazione dal mito Ferrari per molte sue opere, ma ha rappresentato anche altre icone sportive in composizioni molto originali, come quelle dedicate a Marco Pantani e al campione della Nazionale Luca Toni, che conserva a casa il quadro dedicato alla vittoria Mondiale del 2006.

Ai nostri microfoni Remo Resca, Pittore

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