Il filosofo veneto a Modena chiarisce il senso della hegeliana “morte dell’arte” e la necessaria fine di ogni rappresentazione

Samuel Beckett e Francis Bacon: due autori prossimi ma estremamente lontani. E’ questo il punto che cattura il fascino di Massimo Cacciari che attraverso le opere di queste due grandi figure della ricerca artistica contemporanea chiarisce il senso della hegeliana “morte dell’arte” e la necessaria fine di ogni rappresentazione. Il filosofo veneto a Modena per parlare della “commedia- tragedia tra Beckett e Bacon” durante una affollata lezione che si è svolta alla Fondazione Marco Biagi. 

Divenuta mondo a se l’arte sarebbe entrata nel regime del comico, di un riso che non giudica, libero da ogni risentimento per le miserie del mondo e gratuito in quanto privo di scopo, ma non senza legami con la dimensione tragica.

Ai nostri microfoni Massimo Cacciari, Filosofo

 

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