Nel video le interviste a Roberto Simonini, Professore Associato di Ecologia Unimore e a Cecilia Bozzoli, Studentessa Didattica e Comunicazione delle Scienze Unimore

È da questo suono, discreto ma continuo, che prende vita il microhabitat del Parco della Resistenza. È il richiamo del Rospo smeraldino europeo, piccolo, raro e sempre più minacciato, che qui trova un nuovo spazio per riprodursi. Nel parco è stato infatti realizzato un intervento dedicato alla sua tutela, all’interno del progetto “microbiomo”, promosso con il contributo scientifico di Unimore e di diverse associazioni del territorio. L’obiettivo è di trasformare anche le aree verdi urbane in rifugi per la biodiversità.

Il Rospo smeraldino si riconosce per la sua livrea variabile, spesso marrone o chiara con chiazze verdi. Vive tra zone umide e ambienti urbani, ma oggi è in forte declino a causa della perdita degli habitat.

I girini del Rospo smeraldino crescono in acqua e la velocità della loro metamorfosi dipende anche dalla temperatura: più l’acqua è calda, più rapidamente completano lo sviluppo. Un adattamento che, in natura, segnala spesso il rischio di prosciugamento delle pozze. Nel progetto sono coinvolti anche gli studenti, impegnati anche nel divulgare l’importanza del progetto.