È questo il quadro che emerge anche sulla base dei primi mesi del 2026. Pil in crescita dello 0,5%, in linea con la media italiana, grazie soprattutto agli investimenti delle imprese e alle opere pubbliche. I consumi delle famiglie hanno segnato un incremento contenuto anche se ora a preoccupare sono gli aumenti dei prezzi dei beni energetici e delle materie prime a seguito della crisi del Golfo Persico.
L’industria di fatto ha attraversato una fase di sostanziale stagnazione, ma la ripresa della domanda europea, in particolare dalla Germania, ha contribuito a sostenere le esportazioni. Le costruzioni hanno continuato a espandersi grazie ai cantieri finanziati dal PNRR, mentre il settore dei servizi ha beneficiato della crescita del turismo e della ripresa dei traffici nel porto di Ravenna.
Il mercato del lavoro resta uno dei punti di forza della regione. Nel 2025 l’occupazione è aumentata del 2%, ben oltre la media nazionale, con una crescita trainata soprattutto da servizi e costruzioni. Aumentano anche il tasso di attività e la partecipazione femminile, mentre la disoccupazione continua a diminuire. Resta però un contesto ricco di incognite. Nei primi mesi del 2026 la crescita appare debole e le tensioni geopolitiche, in particolare nel Golfo Persico, stanno alimentando rincari energetici e difficoltà negli approvvigionamenti. Nonostante questo, l’Emilia-Romagna conferma la propria solidità economica, grazie a una base produttiva competitiva, a una filiera automotive ancora strategica e a un utilizzo efficace delle risorse del PNRR.






































