Due ritorni, seppure relativi ad epoche diverse, per provare a rilanciare il Modena nella prossima stagione. La lunga attesa per capire chi avrebbe guidato i canarini, sia in campo che fuori, si è esaurita dopo circa un mese di idee, voci di mercato e nomi, tanti dei quali accostati ma mai davvero considerati un’opzione valida. Prima il riassetto societario, che ha visto un po’ di movimento all’interno dell’organigramma del club, con il cambiamento principale che ha riguardato proprio l’area sportiva, con Andrea Catellani a rivestire il nuovo ruolo di direttore generale ed il ritorno di Nereo Bonato, che a distanza di vent’anni ha ripreso posto nel Modena come direttore sportivo. Da questo punto di vista, le linee guida dei Rivetti sembrano abbastanza chiare: con le tante novità in vista, prima tra tutte quella relativa al Centro Sportivo, che sarà pronto e utilizzabile a fine Agosto, il club aveva bisogno di strutturarsi meglio, inserendo anche delle figure d’esperienza. Da certi punti di vista, quella della nascita di una figura da direttore generale è forse anche una mossa un po’ tardiva, ripensando ad alcuni momenti delle passate stagioni, in cui magari il Modena si trovava in difficoltà dal punto di vista dei risultati, ma raramente è arrivata una presa di posizione forte da parte della società, con le figure di Bonato e Catellani che potranno tornare utili proprio nelle difficoltà, per fare da protezione a squadra e staff.
I due dirigenti rappresenteranno senza dubbio l’ago della bilancia anche per la buona riuscita del percorso con il nuovo tecnico Daniele Galloppa: l’arrivo dell’ex allenatore della Fiorentina Primavera è stato probabilmente un po’ una sorpresa per tutti, soprattutto dopo l’esonero di un tecnico esperto come Sottil. Fin dall’inizio il Modena è sembrato puntare su due filoni differenti, uno relativo ad allenatori di esperienza, l’altro a giovani in rampa di lancio, ma che comunque avessero già trascorsi in Serie B: con Galloppa, invece, il percorso sarà tutto da costruire, magari rispettando quel piano triennale proposto dal club, anche se il tecnico ha firmato un contratto biennale con opzione per il terzo, proprio per evitare di ipotecare il futuro, nel caso in cui le cose non vadano bene. Resta indubbio, però, che il supporto della società resti fondamentale per Galloppa, che anche sul mercato avrà bisogno dei giusti inserimenti per la sua idea di calcio: si passerà probabilmente ad una difesa a quattro, vista la preferenza per il 4-2-3-1 o il 4-3-3, ma l’allenatore romano ha dimostrato, nel suo recente passato, di avere la versatilità giusta per giocare anche a tre dietro. Gli uomini giusti al posto giusto, dunque: con quattro o cinque innesti nella formazione titolare, il nuovo Modena di Galloppa potrà davvero prendere forma.






































