La guardia di finanza di Modena ha scoperto una vera e propria associazione a delinquere finalizzata all’ottenimento di fondi sia dalla regione che dal Ministero per lo Sviluppo Economico. Nei guai un imprenditore modenese trasferito a Londra, un commercialista carpigiano e altre quattro persone

Tramite rendicontazioni false si sarebbero intascati i fondi destinati ai progetti di internazionalizzazione delle imprese.  È questa l’ultima frode scoperta dalla Guardi di Finanza di Modena con l’operazione denominata “British Fog”, che ha portato al sequestro preventivo di un patrimonio mobiliare ed immobiliare da 1,3 milioni di euro. Sei le persone che risultano indagate per ipotesi di reato che vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato, alla frode fiscale, dall’autoriciclaggio, al falso ed all’appropriazione indebita. Il sistema di frode – secondo la ricostruzione degli inquirenti – si basava sul ricorso a società di comodo inglesi, riconducibili agli stessi indagati, che a quanto risulta hanno emesso fatture per operazioni inesistenti. Queste e altri documenti fittizi venivano presentati per la rendicontazione delle spese ammesse a contributo pubblico, per l’esecuzione dei progetti per l’internazionalizzazione delle imprese. A capo dell’associazione a delinquere un modenese che da anni vive a Londra, e iscritto all’anagrafe degli italiani residenti all’estero. In particolare, è emerso che gli indagati hanno ricevuto illecitamente contributi pubblici per un importo complessivo di 300.000 euro e hanno emesso fatture false per altri 900.000.

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