Nel video l’intervista a:
– Giuseppe Zaccaria, Già commissario della Polizia di Stato
– Dott. Giuseppe Tibis, Già sostituto Procuratore a Modena dal 1980 al 2014
– Dott. Armando Palmegiani, Criminologo ed esperto scena del crimine

Un incontro per riflettere sul mostro di Modena… o sui mostri di Modena. Seduti al tavolo per parlare dei dieci omicidi iniziati a metà degli anni Ottanta e terminati nel ’95, l’ex commissario di polizia Giuseppe Zaccaria, l’allora sostituto procuratore Giuseppe Tibis e l’esperto di scena del crimine Armando Palmegiani, che sta seguendo il caso di Anna Maria Palermo, sono tutti concordi. Le mani che hanno ucciso quelle donne sono più di una. Al centro del convegno organizzato dal Siulp e Artestampa con Confcommercio, le modalità delle indagini di allora, cercando di rispondere alle domande: si poteva fare di più? Com’è stato possibile non riuscire a trovare alcun responsabile? Per i relatori, le difficoltà erano legate alle condizioni, tra tossicodipendenza e prostituzione, delle giovani vittime, che rendevano complesso trovare testimoni attendibili. In altri casi, persone informate dei fatti sono decedute. Inoltre, dicono i relatori, quasi tutti i corpi vennero abbandonati all’aperto, dove con le limitate tecniche di allora era difficile reperire prove. Alcune famiglie sono convinte che con gli strumenti di oggi sia possibile ottenere risposte. Per questo, oltre a una raccolta firme depositate in Procura per riaprire i casi, sono state chieste perizie sui reperti.