Non sarà cara quanto Milano, Firenze o Bologna, ma Modena entra comunque tra le 15 città italiane più care quando si parla di affitti. A dirlo è CNA, sulla base dei dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle entrate. Dal 2019 al 2025, gli affitti nei principali capoluoghi italiani sono cresciuti molto più rapidamente delle retribuzioni. Se Milano e Firenze guidano la classifica dei rincari con un aumento del 49% rispetto al 2019, Modena si colloca al 14esimo posto in Italia (il terzo in regione). L’analisi evidenzia inoltre la crescente incidenza dell’affitto sugli stipendi medi netti, soprattutto nelle città universitarie e nei grandi poli produttivi, dove la domanda abitativa continua a crescere molto più rapidamente dell’offerta disponibile. A Modena – quarta città in regione in questa graduatoria – il 43,6% dello stipendio annuale serve a pagare la casa. In altre parole, nella nostra città servono oltre cinque stipendi mensili per pagare l’affitto di un anno. Ricapitolando, nel confronto regionale, Modena si colloca al terzo posto per crescita dei canoni e al quarto per peso dell’affitto sul reddito. Le micro e piccole imprese segnalano crescenti difficoltà nel reperire lavoratori qualificati disposti a trasferirsi proprio perché il costo della casa sta diventando un ostacolo concreto alla mobilità professionale, all’occupazione e alla capacità di attrazione dei territori. Una dinamica negativa che, segnala CNA, rischia di frenare crescita, investimenti e sviluppo locale. L’associazione chiede quindi interventi strutturali per aumentare l’offerta di alloggi a canoni sostenibili, recuperare il patrimonio immobiliare inutilizzato e favorire la rigenerazione urbana






































