Emilia-Romagna, le radici della Repubblica italiana. Una storia tricolore, incisa numero dopo numero, all’ingresso della sede della Regione: 1.539.334, cioè coloro che qui scelsero la Repubblica. E 459.802, ovvero chi votò per la Monarchia. Un risultato che il 2 giugno 1946 determinò l’esito del referendum decretando un nuovo inizio per il Paese. Il divario – oltre un milione di voti – più alto registrato a livello nazionale, nella regione più repubblicana d’Italia. Ed è a quei voti, a quella storia democratica, che la Regione ha dedicato una targa commemorativa. Espressioni, da un lato, della democrazia esecutiva, e dall’altro, del pluralismo rappresentativo nati da quella storica stagione a suffragio universale. La prima, infatti, in cui votarono anche le donne. Una fase decisiva, raccontata anche attraverso la lectio magistralis della storica Michela Ponzani.

2 GIUGNO, IN E-R UNA TARGA PER LA ‘REGIONE PIÙ REPUBBLICANA’
A 80 anni dalla nascita della Repubblica, una targa in Regione ricorda gli oltre 1,5 milioni di emiliano-romagnoli che nel 1946 votarono per un'Italia fondata sulla libertà, la democrazia e la sovranità popolare.





































