Nuove nubi all’orizzonte per il settore ceramico, fiore all’occhiello del Made in Italy già gravato dagli alti costi dell’energia e dal sistema europeo degli ETS che “tassa” le industrie energivore. E queste nubi arrivano da est, in particolare dalla Cina. A fare il punto sul settore sono i numeri uno del comparto e le istituzioni emiliano-romagnole, insieme in occasione a Milano Marittima dell’Assemblea annuale della CET, la Federazione Europea dei produttori di piastrelle di ceramica, con Presidente Graziano Verdi. I cinesi, attraverso l’internazionalizzazione della produzione, stanno trovando un modo per aggirare i dazi antidumping europei, con effetti potenzialmente disastrosi per la competitività delle imprese del nostro territorio. Il meccanismo è quello di produrre ceramica all’infuori della Cina, vendendo gli impianti ed entrando come azionisti nella nuova impresa. Da qui, l’allarme delle imprese ceramiche, che chiedono all’Europa strumenti di protezione commerciale adeguati a contrastare la concorrenza sleale e il crescente dumping ambientale e sociale di queste produzioni.