Oltre dieci anni di violenze fisiche, sistematiche umiliazioni, minacce di morte con coltelli puntati alla gola e abusi sessuali. È quanto vissuto tra le mura domestiche da una donna, oggi di 47 anni, e dai suoi figli minori in un comune del modenese.  Una spirale di brutali soprusi iniziata nel 2010 e proseguita ininterrottamente fino all’ottobre del 2023, che ha costretto le vittime a vivere in un costante clima di terrore e isolamento. Secondo quanto emerso dalle indagini e dai successivi riscontri processuali, l’uomo  un 58enne, non si limitava alle quotidiane e pesanti ingiurie verbali, ma esercitava violenze fisiche regolari e spietate anche nei confronti dei figli in tenera età. I bambini venivano ripetutamente percossi sia a mani nude sia con l’utilizzo di oggetti contundenti, quali cinture, bastoni e stampelle, venendo persino minacciati di morte qualora avessero rivelato all’esterno quanto accadeva in casa. Alla moglie, inoltre, venivano imposte continue e gravissime minacce di morte, spesso formulate brandendo coltelli da cucina e ripetuti episodi di violenza sessuale, consumati dal coniuge sotto l’effetto di continue intimidazioni fisiche e psicologiche. Dopo anni, finalmente la donna trovava il coraggio di denunciare tutto, per tutelare se stessa e i propri figli. A seguito delle tempestive indagini avviate dopo la denuncia, l’uomo veniva denunciato per i reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e violenza sessuale aggravata.  A seguito dell’iter processuale, il 58enne è stato riconosciuto colpevole dal competente Tribunale di Modena che l’ha giudicato. L’uomo, con sentenza emessa in data 15 settembre 2025 dal Gup presso il Tribunale di Modena,  definitiva il 03 febbraio 2026, è stato condannato  a 3 anni, 5 mesi, e 20 giorni di in regime di detenzione carceraria, oltre alle pene accessorie della perdita del diritto agli alimenti perpetua, l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, l’interdizione perpetua dall’esercizio di tutela e curatela e l’esclusione perpetua dalla successione della persona offesa. Per questi motivi, l’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Modena, in data 19 maggio 2026 ha emesso l’ordine di esecuzione per la carcerazione. Il provvedimento restrittivo è stato eseguito nel pomeriggio del 21 maggio scorso, dai Carabinieri della stazione di Boretto, nel cui comune l’uomo è domiciliato. I militari, quindi, hanno raggiunto l’uomo presso la propria abitazione ed hanno dato esecuzione al provvedimento accompagnando l’uomo in carcere per l’espiazione del residuo della pena pari a 3 anni, 5 mesi e 20 giorni di reclusione.