Nel giugno del 2025, a Campogalliano, la denuncia presentata da una donna sessantatreenne originava un’attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Modena, che, nel tempo, permetteva ai Carabinieri di ricostruire una lunga e dolorosa vicenda di maltrattamenti familiari.
Gli accertamenti della Stazione Carabinieri di Campogalliano si concludevano, il 7 giugno 2025, con il deferimento in stato di libertà del marito, classe 1960, ritenuto responsabile di una serie di condotte violente iniziate nel 2020, quali percosse, minacce, ingiurie e un clima di vessazioni protrattosi negli anni.
L’ultimo episodio era avvenuto la sera precedente e aveva richiesto l’intervento dell’equipaggio dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Carpi, i cui militari avevano soccorso la donna ferita, con lesioni giudicate guaribili in tre giorni.
Il giorno 2 luglio 2025, a seguito delle risultanze investigative, i Carabinieri eseguivano la misura restrittiva con cui il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Modena disponeva nei confronti dell’indagato il divieto di avvicinamento alla vittima e ai luoghi da lei frequentati, con l’applicazione del braccialetto elettronico. Una misura necessaria per tutelare la donna e prevenire ulteriori episodi.
Nonostante ciò, il 17 maggio 2026, al termine di ulteriori attività, i Carabinieri deferiva di nuovo l’uomo che. il giorno precedente, aveva violato la misura cautelare raggiungendo l’abitazione dell’ex moglie, per poi minacciarla di morte, colpirla con schiaffi e stringerle i polsi: la vittima aveva raggiunto autonomamente l’ospedale di Carpi ove le erano stati diagnosticati dieci giorni di prognosi.
Anche in questo caso, la risposta dell’Autorità Giudiziaria è stata immediata.
Il 19 maggio 2026, i Carabinieri della Stazione di Campogalliano eseguivano l’Ordinanza emessa dal Giudice del Tribunale di Modena che disponeva l’aggravamento della misura cautelare, sostituendo il divieto di avvicinamento con la custodia cautelare in carcere, contestando i maltrattamenti e le lesioni aggravate commesse a partire dal 2020.
L’intera vicenda testimonia l’azione costante, attenta e determinata dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto alla violenza domestica, nella tutela delle vittime e nel ripristino della legalità, attraverso interventi tempestivi ed indagini puntuali.





































