Oggi si celebra la Giornata mondiale dedicata alle vittime dell’amianto, istituita nel 2005 insieme a quella sulla salute e sicurezza sul lavoro per sottolineare il ruolo centrale della prevenzione. In Italia si contano ogni anno circa 7mila morti e 10mila nuove diagnosi di malattie correlate, numeri che restano stabili e dimostrano quanto gli effetti dell’esposizione siano ancora duraturi. L’Emilia-Romagna è tra le regioni più colpite, subito dopo Lombardia e Piemonte. Secondo i dati  forniti dal Centro operativo regionale del Registro nazionale mesoteliomi, tra il 1996 e il 2025 sono stati accertati 3.789 casi nella forma maligna tra i residenti. Si registra però un calo recente del 31%: dai 143 casi del 2024 ai 98 del 2015. Questa forma tumorale è legata soprattutto ai settori dell’edilizia e dei trasporti ferroviari, con una maggiore incidenza tra gli uomini. Anche esposizioni limitate possono risultare pericolose, come dimostrano i casi legati all’ambiente domestico. In regione sono attivi due impianti per lo smaltimento dell’amianto, tra cui uno a Mirandola, nel modenese. Resta però fondamentale accelerare le bonifiche, ancora insufficienti: in questa direzione si inseriscono gli incentivi previsti dal Bonus Amianto 2026, rivolti a cittadini e imprese.