Nel video l’intervista al dott. Vittorio Gradellini, Medico di Medicina Generale
Il medico di medicina generale così come lo conosciamo oggi, con il decreto Schillaci rischia di sparire. Ad alzare la voce sono numerosi professionisti che vedono la manovra come la mazzata finale a un sistema già in difficoltà. La bozza parla di un cambio nell’inquadramento dei medici di medicina generale, che oggi sono liberi professionisti convenzionati con l’Ausl. Questa riforma introdurrebbe un doppio canale al solo scopo di valorizzare la Case di Comunità: da una parte, i medici di famiglia che lavoreranno con un rapporto di convenzione ‘riformata’ con le Regioni, prevedendo vincoli nei confronti delle Case di Comunità; dall’altra, ci saranno i medici che sceglieranno di diventare dipendenti a tutti gli effetti. Una riorganizzazione imposta che per la Fimmg rischia di incentivare la fuga dei giovani medici di medicina generale e non solo: il sistema spezzerebbe completamente il rapporto fiduciario tra medico e paziente.
Ogni paziente parlerebbe con il medico in turno quel giorno, andando a frammentare la continuità della storia clinica. Nessun professionista conoscerebbe più il quadro clinico completo di ogni singolo paziente, incentivando così la prescrizione di visite specialistiche






































