Lunedì 23 Settembre 2019 | 21:33

PONTE DI OLINA, RACCOLTE 600 FIRME PER SALVARE LA STRUTTURA

Chiedono urgenti lavori di ristrutturazione e la riapertura del ponte di Olina i residenti della frazione di Pavullo, che hanno avviato una petizione per salvare la struttura cinquecentesca con già 600 firme raccolte


Ha raggiunto quota 600 firme la petizione avviata dagli abitanti della frazione di Olina di Pavullo per salvare lo storico ponte del paesino montano, che necessita di urgenti interventi di recupero e ristrutturazione. L’infrastruttura secolare, risalente al 1522, unisce i territori di Pavullo e Montecreto, ma è chiusa al transito veicolare dallo scorso 14 febbraio per una questione di sicurezza legata ai danni provocati dal maltempo dello scorso inverno. Con il documento - inviato ai sindaci dei due comuni interessati, ma anche al presidente della regione e al ministero dei Beni Culturali e del Turismo - i residenti in parte denunciano i disagi alla circolazione che li costringono ad allungare la strada per raggiungere la propria abitazione o il luogo di lavoro, in parte sollecitano i destinatari ad impegnarsi per salvare quello che definiscono “un intero capitolo di storia locale”. Al di là di tutte le criticità che presenta il ponte elencate nella petizione - dalle crepe sull’arco, al distacco di materiale dai basamenti, alla presenza di radici ed erbacce infestanti - la platea di coloro che hanno sottoscritto la petizione chiede che la struttura sotto cui scorre il torrente Scoltenna venga al più presto sistemata e riaperta, anche in qualità di attrazione turistica del nostro Appennino, meta per turisti italiani e stranieri.

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