“Contro la violenza giovanile abbiamo messo in campo nelle aree scolastiche più critiche pattuglie della Polizia locale, anche in borghese e con l’unità cinofila, gli school tutor che sono uno strumento in più e non in alternativa agli agenti, ma anche sportelli psicologici, mediazione scolastica, educativa di prossimità e servizi per il contrasto della dispersione scolastica, per fare in modo che gli episodi violenti non si ripetano lavorando anche sul perché certi episodi vengano commessi e non solo sull’intervento repressivo che, da solo, non rappresenta una soluzione a lungo termine. Abbiamo raccolto il plauso dei dirigenti scolastici per la pronta risposta nei momenti di criticità: stiamo testando sul campo che il sistema funziona”.
Lo ha spiegato l’assessora a Sicurezza urbana integrata, Polizia locale e Coesione sociale Alessandra Camporota rispondendo a un’interrogazione dedicata alle strategie di contrasto degli atti di violenza negli istituti scolastici modenesi, presentata giovedì 21 maggio in Consiglio comunale dal capogruppo di Fratelli d’Italia Luca Negrini. Nel dettaglio, il consigliere chiedeva all’Amministrazione se siano programmate attività di prevenzione dello spaccio, campagne di sensibilizzazione, interventi specifici e pattugliamenti della Polizia locale in borghese, oltre a un piano specifico interforze, e se vi siano minori segnalati per non ottemperanza dell’obbligo scolastico.
Entrando nel dettaglio delle strategie e degli interventi operativi attivati per contrastare comportamenti devianti messi in atto da giovani, l’assessora ha spiegato che “è stato istituito un tavolo tecnico e interassessorile (Sicurezza urbana integrata e Coesione sociale, Politiche Giovanili, Istruzione e Welfare) in quanto la sicurezza è intesa come un sistema integrato che opera in costante raccordo con le autorità competenti in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica che, sul tema, si è riunito a fine ottobre scorso. Il tavolo ha lavorato e sta lavorando per mappare tutti gli interventi esistenti, per integrarli o progettarne di nuovi, per garantire un percorso di ascolto e confronto costante con i dirigenti scolastici e le associazioni del territorio per indirizzare le politiche educative e per affrontare il tema della sicurezza come un sistema integrato che unisce repressione, prevenzione dei rischi e mediazione dei conflitti”, ha detto Camporota.
Per quanto riguarda la parte contenitiva e repressiva messa in atto dalla Polizia locale per contrastare i fenomeni di bullismo e illegalità, “nel corso del 2025 sono stati effettuati 215 controlli in abiti civili e 285 controlli con unità cinofila per il contrasto allo spaccio e al degrado – ha spiegato l’assessora – La rimodulazione dei servizi effettuata in fase di riorganizzazione ha consentito di ridurre il numero di pattuglie con esclusivi compiti di viabilità nei pressi di istituti scolastici dove non vi erano particolari esigenze e di attivare pattuglie specifiche in divisa presso la stazione delle autocorriere e in zone sensibili come viale Corassori e via Zucconi, via Schiocchi o il Polo Leonardo. Inoltre, dal 26 gennaio sono state avviate quattro pattuglie di school tutor (operativi dalle 11:30 alle 14:30) presso i poli scolastici considerati maggiormente critici, con funzioni di prevenzione e mediazione rapida dei conflitti. Voglio approfittare di questo momento per sottolineare che gli school tutor non sono in alternativa agli agenti in divisa ma uno strumento in più, di ausilio e presidio, una longa manus delle pattuglie in uniforme per ampliare la zona monitorata. A questo si aggiungono gli investimenti sulla sicurezza che, attraverso il progetto “Scuole Sicure” hanno consentito l’installazione di sei telecamere a 360 gradi con investimenti mirati alla sicurezza delle aree scolastiche”.
Camporota ha continuato spiegando che “i servizi della Polizia locale presso i plessi scolastici vengono svolti con una frequenza di due o tre volte la settimana, alternando gli orari di entrata e di uscita. Sono state individuate delle aree che presentano elementi di criticità, in cui abbiamo concentrato i controlli: il Polo Leonardo, il Wiligelmo/Guarini con estensione alle vie Cattaneo e Corassori, lo IAL di via Rainusso e l’Autostazione, oltre all’Istituto Barozzi e all’area del Parco Novi Sad. Alcuni servizi vengono svolti in stretta collaborazione con le altre forze dell’ordine, con un focus particolare sul monitoraggio di gruppi di giovani dediti ad aggressioni e rapine. È stata promossa inoltre, nei numerosi incontri che il tavolo interassessorile tiene con le scuole, la sensibilizzazione dei dirigenti scolastici sull’importanza di chiudere i cancelli dopo l’avvio delle lezioni per evitare presenze indebite all’interno dei plessi”.
“Riteniamo, e non mi stancherò di ripeterlo, che prendere solo in considerazione il segmento episodio violento e conseguente azione repressiva non sia la soluzione a lungo termine a cui tendiamo. Quel pezzo è fondamentale: in uno stato di diritto chi sbaglia ne risponde davanti alla giustizia; ma davanti a ragazzini che compiono atti delinquenziali, non possiamo non prendere in considerazione anche un percorso di valutazione del soggetto per cercare di capire perché delinque. Ed è per questo che, a tutto il resto, sommiamo sportelli psicologici presenti in tutti gli istituti comprensivi e superiori (nell’anno scolastico 24/25 si sono registrati 300 accessi nelle medie e 700 nelle superiori); mediazione scolastica per 11 scuole e circa 15mila ragazzi; educativa di prossimità, quindi educatori davanti ai plessi scolastici negli orari di entrata e uscita per monitorare e prevenire situazioni critiche e servizi per il contrasto della dispersione scolastica e del ritiro sociale, come il Cantiere scuola e il Progetto Tutor, che coinvolgono circa 200 ragazzi, oltre a percorsi e progetti di educazione alla legalità e all’uso sicuro del web. Per finire, insieme al Forum italiano sicurezza urbana stiamo lavorando ad una campagna sul disagio giovanile che vedrà coinvolti Comuni da tutta Italia”, ha concluso Camporota.