Quattro manager modenesi e Centrale Adriatica, società costituita da diverse cooperative tra cui la modenese Coop Alleanza 3.0, sono finiti sotto indagine con l’accusa, per i dirigenti e medici, di aver causato lesioni gravi e malattie professionali a 56 dipendenti e per Centrale Adriatica di aver beneficiato di una riduzione dei costi del personale

Quattro manager modenesi e la società Centrale Adriatica, costituita da diverse cooperative tra cui la modenese Coop Alleanza 3.0, sono finiti sotto indagine con l’accusa di aver causato a 56 magazzinieri dello stabilimento di Anzola dell’Emilia, nel bolognese, gravi lesioni con conseguenti malattie professionali. La Procura di Bologna ha inviato a tutti i soggetti coinvolti un avviso di fine indagini a seguito degli accertamenti svolti dalla Medicina del Lavoro. Il Pm Roberto Ceroni contesta agli indagati, medici e dirigenti, di non aver valutato per anni il rischio da sovraccarico a cui erano sottoposti i dipendenti addetti al prelievo e alla movimentazione delle merci nel magazzino oltre che di non aver messo in atto misure per impedire o ridurne la portata. In questo modo i lavoratori avrebbero contratto nel corso degli anni malattie professionali che, talvolta, hanno portato anche ad interventi chirurgici. Centrale Adriatica viene chiamata in causa dalla Procura di Bologna per la responsabilità amministrativa perché secondo le ricostruzioni di queste condotte avrebbero beneficiato le cooperative ottenendo una riduzione dei costi di lavorazione. I dirigenti modenesi coinvolti sono M.B. di 66 anni nato a Vignola, F.C. di 74 nato a Castelfranco ed E.G., 66 anni, di Modena come M.Z. di 55 anni.

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