I corpi delle due giovani sono stati imbarcati nella notte su un aereo che da Bologna le riporterà a Casablanca

Sono volate in Marocco le salme di Khadija e Hajar Luoahbi, le due sorelle morte annegate la scorsa settimana in quella che verrà ricordata come la tragedia del Secchia. I corpi delle due giovani – che avevano appena 18 e 9 anni – sono stati imbarcati nella notte su un aereo che da Bologna le riporterà a Casablanca, città d’origine della famiglia. La partenza, ieri, è stata preceduta da una cerimonia di saluto alla camera ardente dell’ospedale di Sassuolo, dove erano presenti circa 500 persone, tra cui il sindaco Pistoni e Ben Sadik, presidente dell’Unione dei centri islamici dell’Emilia-Romagna. “Ringrazio tutta la comunità, soprattutto gli italiani. Molti non ci conoscevano, ma ci hanno offerto aiuto”, ha parlato, commossa, Kawtar, la sorelle 22enne scampata al dramma. Dopo il rituale islamico del lavaggio dei corpi a scopo di purificazione, i presenti si sono raccolti in un momento di preghiera. Preghiere per Khadija e Hajar, ma pure per l’altra sorella Khaloua, ancora ricoverata in gravi condizioni nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Baggiovara. La ragazza, 21 anni, studentessa di Ingegneria all’Università di Modena e Reggio, è in coma farmacologico. Le sue condizioni non migliorano.

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