Oltre 535mila prestazioni erogate nei weekend dal sistema sanitario pubblico dell’Emilia-Romagna nel 2025. Pari a oltre 10mila in media per fine settimana. È il bilancio dell’applicazione in Emilia-Romagna della legge del 2024, che ha introdotto misure emergenziali per ridurre i tempi delle liste d’attesa nel Servizio sanitario nazionale. I dati fotografano un sistema che punta ad aumentare la capacità di risposta per alleggerire la pressione sulle prenotazioni e ridurre i tempi di accesso alle cure. Nel complesso, oltre alle attività del fine settimana, sono stati erogati più di 6,2 milioni di esami di laboratorio. L’intervento si inserisce in un quadro di riorganizzazione che rafforza la gestione delle liste d’attesa, con il potenziamento del ruolo del Cup e il divieto di chiusura delle agende di prenotazione.  Secondo i dati di Agenas, la regione si conferma tra le più virtuose a livello nazionale: il rispetto dei tempi per le prime visite è cresciuto del 4%. Positivi anche gli indicatori sulla capacità di trasformare le prescrizioni in prenotazioni effettive: oltre il 70% delle ricette si traduce in un appuntamento nel Servizio sanitario, contro una media nazionale intorno al 50%. Secondo Agenas, i risultati sono legati al lavoro delle aziende sanitarie, al rafforzamento dell’organizzazione delle agende, alla digitalizzazione e alle misure sull’appropriatezza prescrittiva. Restano però criticità aperte, soprattutto sulla presa in carico dei pazienti e sulla corretta indicazione delle prestazioni, elementi considerati decisivi per ridurre ulteriormente i tempi di attesa e migliorare l’accesso alle cure.