Ci sono date che restano nella memoria collettiva, non solo per la paura che hanno causato e che ancora evocano, ma anche e soprattutto per ciò che hanno costretto ad affrontare dopo. Il 29 maggio 2012, pochi giorni dopo la prima forte scossa del 20 maggio che aveva già sconvolto l’Emilia, la terra tornò a tremare con violenza. Due volte: alle 9 e all’una. Meno intense, ma più distruttive e colpirono soprattutto il lavoro: furono, infatti, gli operai a pagare il prezzo più alto. Così fu per Biagio, Paolo, Giordano e Matteo, dipendenti dell’Haemotronic di Medolla. Quattro vite spezzate sotto le macerie del capannone crollato. Con un momento di raccoglimento davanti al cippo commemorativo, sono cominciate le celebrazioni in memoria delle vittime. Il Tribunale Civile di Modena aveva quantificato in un milione e mezzo di euro il risarcimento a favore dei familiari di Biagio Santucci e Giordani Visconti, morti nel crollo. Un lungo capitolo giudiziario, affrontato con determinazione da famiglie che non hanno mai smesso di battersi. Ma nessun risarcimento potrà mai essere sufficiente a colmare una perdita così profonda. Ancora oggi, ai piedi del cippo, il pensiero è rivolto a loro.

HAEMOTRONIC, NEL CUORE DELL’EPICENTRO LE FERITE DEI FAMILIARI
Con un minuto di silenzio davanti al cippo dedicato ai 4 lavoratori morti alla Haemotronic di Medolla, sono cominciare le celebrazioni in ricordo del terremoto del 29 maggio 2012. Una ferita ancora aperta per i familiari delle vittime.





































