Al 2 maggio, a Modena, i carburanti costano in media circa 1,90 euro al litro per la benzina e 2,05 euro per il gasolio, con differenze anche oltre i 40 centesimi tra impianti. Prezzi leggermente superiori alla media nazionale dove il self segna 1,817 euro al litro per la benzina e 2,048 euro per il diesel, mentre in autostrada salgono rispettivamente fino a 1,858 e 2,115 euro al litro. Un quadro tutt’altro che uniforme, dopo il nuovo taglio delle accise deciso dal Governo per contenere l’impatto del caro energia, ma con caratteristiche diverse rispetto al passato. La misura, infatti, durerà fino al 10 maggio e non fino al 21 come inizialmente annunciato. Inoltre, prevede una differenziazione tra benzina e gasolio. Nel dettaglio, lo sconto resta di 20 centesimi al litro per il diesel, mentre scende a 5 centesimi al litro per la benzina. Una scelta che riflette anche l’andamento dei prezzi: la benzina ha registrato un aumento del 6%, contro il +24% del gasolio. L’obiettivo è quindi quello di sostenere maggiormente il diesel, soprattutto per l’impatto che ha sui costi del trasporto merci. Le conseguenze per gli automobilisti non si fanno attendere. Secondo il Codacons, la riduzione dello sconto sulla benzina comporterà un aumento medio di circa 18,3 centesimi al litro, con un pieno più caro di circa 9,15 euro. L’associazione stima un aggravio complessivo di circa 92 milioni di euro per gli italiani solo in termini di maggiori accise, parlando di una stangata per i circa 17 milioni di automobilisti che utilizzano auto a benzina. Intanto, si attendono nuove misure per l’autotrasporto: nei prossimi giorni potrebbero arrivare interventi specifici in un provvedimento ad hoc. Il blocco dei trasporti previsto per fine maggio resta confermato.