Si continua a lavorare per venire a capo del giallo di Montefiorino, dove sono cominciati i lavori di accantieramento nell’area della torre di Pignone, dove lo scorso primo gennaio è stato ritrovato il teschio di Daniela Ruggi, la 31enne scomparsa nel settembre 2024. Dopo la chiusura del bando disposto dalla Procura, è stata individuata la ditta incaricata della rimozione delle macerie, passaggio necessario per consentire agli inquirenti di cercare eventuali altri resti e fare luce sulle cause della morte della giovane. Sul posto anche due mezzi telescopici Manitou, dotati di lunghi bracci meccanici che permetteranno di intervenire dall’alto con la massima precisione. L’obiettivo è rimuovere le travi del tetto crollato senza alterare lo stato dei luoghi, preservando ogni possibile elemento utile alle indagini. Le operazioni saranno coordinate dai pubblici ministeri, dai Carabinieri e dagli esperti del laboratorio di antropologia e odontologia forense di Milano. È stato predisposto anche un deposito attrezzi, segnale che il cantiere potrebbe restare attivo per diversi giorni, forse fino a due settimane. Le condizioni meteo restano una variabile da considerare, a causa delle possibili precipitazioni in arrivo nei prossimi giorni. La Procura ha optato per un intervento conservativo: la torre medievale non verrà abbattuta, ma salvaguardata attraverso una rimozione graduale e controllata delle strutture crollate. Una volta liberata l’area, si entrerà nel vivo delle ricerche per individuare eventuali resti ossei o indumenti, che saranno poi analizzati in laboratorio. Intanto proseguono anche gli accertamenti sui reperti già raccolti: sul reggiseno rinvenuto vicino al teschio non è stato possibile isolare DNA utile a causa del forte deterioramento del tessuto. Sono stati richiesti ulteriori approfondimenti per chiarire la natura del danno e la possibile provenienza del capo. L’inchiesta entra così nella sua fase più delicata e operativa.

DANIELA RUGGI, AL VIA LE OPERAZIONI NELLA TORRE: SI CERCANO ALTRI RESTI
Sono cominciati i lavori di accantieramento alla torre di Pignone, a Vitriola, dove è stato ritrovato il teschio di Daniela Ruggi. La Procura ha optato per un intervento conservativo, che non prevede l’abbattimento della struttura, ma la rimozione controllata delle macerie





































