Nel video l’intervista alla Dottoressa Francesca Marchisio, Centro screening mammografico
Non è un medico, ma un algoritmo. E potrebbe cambiare il modo in cui si individuano i tumori al seno, affiancando i radiologi in uno dei passaggi più delicati della prevenzione. L’Azienda Usl di Modena ha avviato uno studio per valutare l’uso dell’Intelligenza artificiale nello screening mammografico, con l’obiettivo di testare un software – già validato in numerosi studi internazionali –, capace di supportare il lavoro dei professionisti. L’analisi riguarda circa 20mila mammografie eseguite tra ottobre 2020 e 2021 su donne tra i 45 e i 49 anni, una fascia in cui la maggiore densità mammaria può rendere più difficile individuare lesioni. Il progetto è stato reso possibile grazie a una donazione del Rotary Club Muratori. L’obiettivo non è sostituire il medico, ma offrirgli uno strumento in più. Lo studio si svolge interamente all’interno del centro screening mammografico dell’Ausl modenese: le immagini restano archiviate su server interni, quindi in condizioni di massima sicurezza per quanto riguarda la protezione dei dati personali dei pazienti.






































