Nel video l’intervista a Grazia Ghermandi, Professoressa ordinaria in Ingegneria Sanitaria Ambientale UniMore

Il 2020 è iniziato da appena 25 giorni, ma a Modena, in via Giardini, si sono registrati già 18 giorni di superamento dei limiti di polveri sottili. Un copione che si ripete con gravità ogni anno sotto la Ghirlandina e che ogni volta garantisce alla nostra città la maglia nera per qualità dell’aria. Tra sforamenti di PM10 e ozono, Modena si conferma tra le 19 città che nei 10 anni di rilevamenti di Legambiente ha superato i limiti giornalieri previsti per legge tutti gli anni, 10 volte su 10 a partire dal 2009. L’ultimo dossier dell’associazione, chiamato Mal’Aria, ha rilevato che il 2019 è stato un anno terribile dal punto di vista della qualità dell’aria in molte città italiane, prima tra tutte Torino, che ha collezionato 147 sforamenti, ma anche Modena si è collocata in alto in classifica, al 15esimo posto, con 108 giorni di superamenti. Dati che confermano il fatto che in Italia c’è un’emergenza cronica che riguarda inquinamento atmosferico e in questo quadro, dicono gli esperti, la nostra città gioca il ruolo di “polmone nero”. La geografia della Pianura Padana unita a condizioni meteo sfavorevoli alla qualità dell’aria ha quindi reso l’inizio di questo 2020 particolarmente difficile e proprio per questo il parere degli esperti è univoco: ogni misura volta a contenere l’inquinamento va messa in atto.

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