La sanità modenese migliora i conti e punta al pareggio nel 2026, ma resta sotto pressione per l’aumento della domanda di cure e per la richiesta di visite più rapide. È questo il quadro emerso dalla Conferenza territoriale sociale e sanitaria della provincia di Modena, che ha approvato all’unanimità i bilanci consuntivi 2025 dell’Ausl e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria. Il dato principale è il forte calo del fabbisogno residuo complessivo, sceso a 21,2 milioni di euro, il 40% in meno rispetto al 2024. L’Ausl chiude con un disavanzo ridotto a 13,27 milioni, mentre l’Azienda Ospedaliero-Universitaria cala a 7,96 milioni. Un risultato ottenuto attraverso il contenimento dei costi, l’ottimizzazione delle risorse e una maggiore integrazione tra le aziende sanitarie, in un contesto però ancora segnato dal sottofinanziamento nazionale e dall’aumento delle spese strutturali, dall’energia ai rinnovi contrattuali fino all’innovazione tecnologica. Accanto al miglioramento dei conti, le aziende sanitarie segnalano anche progressi sul fronte delle liste d’attesa: negli ultimi mesi 10 indicatori su 12 hanno mostrato segnali di miglioramento, grazie anche ai percorsi di appropriatezza prescrittiva e all’accordo con i medici di base. Tra gli obiettivi strategici restano il rafforzamento dell’emergenza urgenza, lo sviluppo della sanità territoriale e delle cure ad alta specializzazione. Sul tavolo anche il tema della sostenibilità: i bisogni sanitari crescono più rapidamente delle risorse disponibili e continua ad aumentare la pressione dei cittadini per servizi più accessibili e tempi più rapidi.