Parte domani, nell’aula bunker del carcere della Dozza di Bologna il processo d’appello di Aemilia, relativo ai ricorsi sulle sentenze di primo grado presentati dagli imputati, che hanno riportato pesanti condanne nei riti abbreviati e in quello ordinario che si è concluso a Reggio il 31 ottobre 2018. 24 persone che avevano scelto il rito abbreviato chiederanno di riformare il verdetto emesso nei loro confronti, per alcune delle quali sono state disposte pene fino a 17 anni di reclusione. Il 19 febbraio prende invece avvio l’appello del rito ordinario, che riguarda 120 condannati. Tra le due date un’altra scadenza giudiziaria importante, quella del 18 febbraio, quando nella Corte d’Appello di Bologna partiranno anche le udienze dei nuovi giudizi scaturiti dalla sentenza della Corte di Cassazione, riferita ai primi riti abbreviati del processo Aemilia. Nei processi di Appello in partenza il 13 e il 19 febbraio saranno in discussione infine anche i ricorsi delle parti civili per risarcimenti danni in tutto o in parte non riconosciuti. Prende così il via la seconda parte del più grande processo contro la mafia del Nord Italia che a partire da Reggio Emilia ha smascherato una rete legata alla ‘Ndrangheta anche nei nostri territori.

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