Nel video l’intervista a:
– Matteo Mesini, Sindaco di Sassuolo
– Giacomo Bolzoni, Parente di Amilcare Bolzoni
– Franca Venturini, Parente di Guglielmo Venturini
Inciampare nella memoria, in nomi di sassolesi che a causa delle deportazioni nei campi di concentramento nazisti persero la vita. La città delle piastrelle non dimentica e consegna alla popolazione di oggi e alle future generazioni due pietre d’inciampo, dedicate ad Amilcare Bolzoni e Guglielmo Venturini. Chiamati alle armi, dopo la disfatta dell’esercito italiano vennero deportati e morirono in prigionia. Oggi a ricordarli e a scoprire le pietre, celate dal tricolore, le autorità cittadine, due classi di studenti dell’Istituto Formiggini e i familiari. Entrambe le pietre sono state posizionate dove i due internati militari avevano vissuto. La prima pietra, dedicata ad Amilcare Bolzoni, è collocata in via Cesare Battisti. Chiamato ad operare in territorio Jugoslavo, dopo l’Armistizio venne catturato dai tedeschi insieme a tutto il reggimento. Internato insieme ad altri 650mila italiani, Amilcare non tornò più a casa. In via Menotti si ricorda Guglielmo Venturini, classe 1923, catturato a Bisterza. Morì di tubercolosi tra le braccia di un amico, dopo aver rassicurato i familiari sulle sue condizioni. Tutte le sue lettere sono state conservate.






































