I più quotati erano Seneca e Cicerone, e invece gli studenti del liceo classico si sono ritrovati a tradurre un brano di Marco Fabio Quintiliano nella seconda prova della Maturità 2026, quella diversa da indirizzo a indirizzo. Nei licei classici quest’anno la versione è di nuovo in latino e in particolare il brano è estratto da L’Institutio oratoria, di un autore che non è apparso spesso nelle maturità degli anni passati. Nei licei scientifici invece i quesiti spaziano da uno studio di funzione classico fino al calcolo del livello delle acque del lago di Bracciano, passando per ulteriori rompicapi geometrici tarati sul “Cover the spot”, storico gioco da luna park. Per il Linguistico gli argomenti spaziano da un testo sugli OGM, un brano tratto da On Beauty di Zadie Smith e la richiesta di produrre un articolo sulle Olimpiadi Milano Cortina. Per Scienze Umane la traccia presenta due testi che hanno come protagonista il mondo digitale: il primo è tratto dal libro Cyber Generation di Alberto Pellai ed Elisabetta Papuzza, il secondo da Crescere Connessi di Giuseppe Riva. Mentre prosegue così il percorso della maturità 2026, gli studenti hanno già bocciato le tracce della prima prova, effettuata ieri. Secondo un instant poll di Skuola.net condotto su mille maturandi, il 51% dei candidati non ha gradito le opzioni contenute nel plico ministeriale. In particolare, Pavese e Brancati si sono confermati autori poco frequentati nelle aule scolastiche, mentre le opzioni di attualità hanno “salvato” molti candidati.