Secondo le Nazioni Unite il mondo deve affrontare con il Coronavirus la peggiore crisi dalla Seconda guerra mondiale. Secondo un conteggio della John Hopkins University i casi nel mondo sono oltre 860mila e hanno raggiunto ormai 180 nazioni in tutti i continenti, con gli Stati Unit che sono al primo posto con 189mila casi. I morti in totale sono 42.354 e più di tre quarti dei decessi si sono verificati in Europa. L’Italia guida questa triste classifica con 12.428 vittime, mentre al secondo posto c’è la Spagna che con una crescita esponenziale nelle ultime settimane ha superato quota 8mila decessi. Il nostro paese invece non è più primo per le persone ricoverate per il virus. Il diffondersi della malattia ha portato a un’impennata in Spagna e Germania: in Italia sono 15.729 le persone costrette a ricorrere a cure ospedaliere, ma a stare peggio sono la Cina con oltre 76mila, poi la Spagna vicina a quota 20mila e la Germania con 16.100 pazienti nelle strutture ospedaliere. Intanto un po’ in tutta Europa l’emergenza sta alimentando le misure dei governi. L’Olanda ha deciso di prolungare fino al 28 aprile il regime di emergenza applicato per fronteggiare il coronavirus. Il Francia invece ieri si è registrato il record di 499 morti in un solo giorno che porta il totale a 3.523.

Negli Usa il numero dei morti da coronavirus sale a 4.076 e supera quello ufficiale della Cina. New York è l’epicentro dei contagi da coronavirus in tutti gli Stati Uniti con oltre il 40% di tutti i decessi. I modelli statistici illustrati nel briefing della Casa Bianca sul coronavirus prevedono che negli Usa possano morire da 100 mila a 240 mila persone, con un picco a metà aprile di oltre 2000 persone al giorno.

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