Ore 16.53. Un normale sabato pomeriggio nel cuore di Modena si trasforma in pochi secondi in una scena di terrore. Una Citroen C3 grigia entra a forte velocità in via Emilia Centro. Alla guida c’è Salim El Koudri, 31 anni, cittadino italiano di seconda generazione. L’auto accelerare improvvisamente invadendo la zona pedonale, travolgendo le persone che stanno passeggiando.  Colpisce prima una bicicletta e alcuni pedoni sulla destra, poi continua la sua corsa schiantandosi contro la vetrina di un negozio, investendo in pieno una turista straniera, alla quale successivamente sono state amputate le gambe. Sono le 17, c’è sangue ovunque sull’asfalto, si sentono le urla.  Qualcuno prova subito a soccorrere i feriti stesi a terra. Salim El Koudri El Koudri esce dall’auto e tenta la fuga a piedi. In mano ha un coltello. Durante la corsa colpisce un uomo che prova a sbarrargli la strada: è Luca Signorelli, che non demorde. Nonostante la ferita, lo insegue fino a via Rua Pioppa dove insieme ad altri tre cittadini, tra cui due egiziani, riesce bloccarlo fino all’arrivo della polizia. Intanto via Emilia Centro diventa un enorme teatro di soccorso. Arrivano ambulanze, automediche, vigili del fuoco, polizia locale e forze dell’ordine. Le ore passano. Alle 21.30 il primo vertice in Prefettura durante il quale emergono i primi dettagli sul profilo del 31enne. La Procura di Modena apre immediatamente un fascicolo per strage e lesioni aggravate dall’uso di arma. Gli investigatori acquisiscono filmati delle telecamere e raccolgono le testimonianze di commercianti e passanti. Gli accertamenti escludono rapidamente un malore, un incidente o l’assunzione di alcol e droghe. La pista che prende forma è quella di un gesto volontario e deliberato. Gli inquirenti scoprono inoltre che il trentunenne era stato seguito in passato da strutture psichiatriche. La prima notte trascorre tra interrogatori, verifiche e apprensione negli ospedali modenesi e bolognesi. Il giorno dopo Modena si risveglia in silenzio. In via Emilia compaiono fiori, biglietti e candele. Molti residenti passano davanti al luogo della tragedia senza parlare, fermandosi solo qualche istante. La solidarietà della città si stringe attorno alle vittime e ai soccorritori. Alle 12. 10 arrivano il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’Ospedale di Baggiovara. Visitano i feriti più gravi prima di spostarsi al Maggiore di Bologna. Incontrano i medici e ringraziano chi è intervenuto nei momenti più drammatici. Nel pomeriggio, intorno alle 16.00 arriva anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per un vertice sulla sicurezza. Al termine della riunione viene esclusa, allo stato delle indagini, la matrice terroristica. Gli investigatori continuano però a lavorare sul profilo psicologico dell’aggressore. La giornata si conclude in Piazza Grande con un momento di solidarietà dedicato alle vittime, ai soccorritori, alle Forze dell’Ordine e ai cittadini intervenuti per aiutare.