Nel video l’intervista a Augusto Ciarrocchi, Presidente Confindustria Ceramica

La ceramica regge, ma dentro un equilibrio sempre più sottile tra tenuta produttiva e pressione sui costi. In occasione dell’assemblea annuale di Confindustria Ceramica è stato tracciato il bilancio del settore: nel 2025 è stato registrato un fatturato da 7,5 miliardi di euro, con 242 imprese e oltre 25.500 addetti diretti. Il comparto delle piastrelle resta il cuore del settore, con vendite pari a 386,9 milioni di metri quadrati, in crescita del 2,3% e ricavi intorno ai 6 miliardi di euro. L’export continua a rappresentare la leva principale, pari all’82% del fatturato, in calo invece gli investimenti. A pesare sulla competitività sono soprattutto l’aumento dei costi energetici e l’impatto del sistema europeo ETS, che sta comprimendo i margini e frenando la capacità di investimento. Secondo il settore, la revisione dei benchmark rischia di aumentare significativamente i costi delle quote di emissione, con un aggravio stimato tra 70 e 120 milioni di euro l’anno per le imprese delle piastrelle, senza effetti diretti sulla riduzione delle emissioni. Le imprese denunciano inoltre uno squilibrio competitivo rispetto ai produttori extra Ue, in particolare India e Cina, e il rischio di ulteriori pressioni sulle filiere europee.