L’intervista a Cesare Mazzetti, Presidente del Consorzio di tutela Aceto Balsamico di Modena IGP

Nasce nelle cantine delle famiglie, dal saper fare del territorio, ma è divenuto celebre in tutto il mondo e sta consolidando sempre di più il suo valore sui mercati esteri. E’ l’oro nero di Modena, l’aceto balsamico IGP. Ieri l’assemblea annuale del consorzio, per fare il punto in un settore che, nonostante le crisi economiche e le incertezze geopolitiche ha chiuso l’ultimo bilancio in positivo. Il giro d’affari nel 2025 è stato calcolato in 380 milioni di euro, con la produzione di 300 milioni di bottiglie. L’aceto balsamico di Modena, conosciuto in 130 paesi, si è confermato il prodotto con la quota di export più elevata nel paniere degli IGP, con il 93% dell’intera produzione destinata all’estero. Ora questo prodotto, che nasce da circa seimila famiglie tra Modena e Reggio, vuole fare un passo ulteriore. L’Aceto balsamico nasce nei nostri territori, figlio di una tradizione secolare, di una cultura che non è possibile trovare da nessun’altra parte del mondo. Da qui, la richiesta di candidare l’oro nero a patrimonio immateriale dell’umanità Unesco