Nel video l’intervista a Mons. Erio Castellucci, Arcivescovo di Modena e Nonantola
Risse, aggressioni tra ragazzi, spesso poco più che adolescenti, episodi di spray al peperoncino fanno parte ormai della normalità. Le zone tra l’autostazione e il Parco Novi Sad sono tra le più critiche in città, ma non solo: anche la provincia non è immune dai casi di violenza giovanile. Uno degli ultimi episodi è accaduto a Sassuolo, dove quattro ragazzi sono stati sospesi dopo una brutale aggressione avvenuta all’esterno dell’Istituto Volta. Una settimana prima, un copione simile si era ripetuto a Modena, in viale Storchi, nei pressi dell’Istituto Sacro Cuore: calci, pugni, schiaffi, pare per gelosia. La dinamica è quasi sempre la stessa: giovanissimi che si affrontano mentre i coetanei intorno riprendono la scena con lo smartphone. I video finiscono sui social, vengono commentati, condivisi, banalizzati. La violenza diventa spettacolo. Secondo il vescovo di Modena-Nonantola, Mons. Erio Castellucci qualcosa è cambiato proprio nel linguaggio prima ancora che nei gesti. Le parole sono diventate più dure, più violente, più cariche d’odio. Se un tempo la pace era un ideale condiviso e pronunciato ad alta voce, oggi il lessico quotidiano è intriso di scontro, di guerra, di nemico.






































