Emergenza al Sant’Anna di Modena: sono 492 le persone attualmente detenute, ma il carcere potrebbe contenerne solo 369. Un sovrannumero di carcerati che vede, dall’altra parte, una mancanza di personale, sia di sorveglianza, sia rieducativo

Sovraffollato ma a corto di personale: il carcere di Sant’Anna a Modena soffre di criticità e lo dimostrano i suoi numeri, presentati in consiglio comunale dall’assessora al Welfare Giuliana Urbelli. Sono 492 i detenuti a fronte di uno spazio che potrebbe contenerne 369: un sovrappiù accompagnato dalla carenza di educatori e di personale di sorveglianza. Dall’anno scorso, infatti, manca un direttore assegnato, il cui ruolo è ricoperto temporaneamente dal direttore del carcere di Castelfranco Emilia, mentre il magistrato di sorveglianza è assente da molto più tempo. Anche sul versante della funzione riabilitativa, il carcere di Sant’Anna è carente: gli educatori penitenziari sono stati ridotti da otto a cinque e di questi, sono operativi solamente in tre. Quest’ultimo problema è stato sottolineato dalla consigliera Baracchi, che ha evidenziato come il carcere modenese abbia il più basso rapporto tra educatori e reclusi in termini di numeri a livello regionale. Si tratta di criticità gravi, che si riversano sull’organico presente, costretto ad orari più lunghi in assenza di sicurezze, mentre i detenuti, in mancanza di un’adeguata rieducazione, rischiano di cadere nella recidività. Attualmente, dei 492 carcerati, 289 sono straniere. 32 sono donne, di cui 15 straniere. Il Comune e il Clepa, il Comitato locale per l’area dell’esecuzione penale adulti, hanno sollecitato il ministero della Giustizia affinché provveda a superare questi problemi.