Un sistema di controlli preventivi, una storica sensibilità al problema e screening capillari. Sono questi per Paolo Stagi, direttore del servizio neuropsichiatria infantile dell’Ausl di Modena, gli elementi che motivano l’aumento delle segnalazioni di disturbi specifici di apprendimento che in provincia riguardano il 6% della popolazione scolastica

Non c’è nulla di eccezionale, anzi c’è molto di prevedibile nel dato che vede Modena prima provincia in Regione, che a sua volta è prima in Italia per numero di segnalazioni per disturbi specifici di apprendimento. A Modena questo tipo di disturbo riguarda il 6% della popolazione scolastica generale. Tanti ma spiegabili con alcuni fattori altrettanto specifici per la realtà modenese ed emiliano-romagnola. Screening precoci con metodologie standard sempre più affinate e diffuse nei passaggi fondamentali del percorso scolastico garantiscono una emersione dei problemi in maniera preventiva. Con i casi che aumentano non solo per questo ma anche per il contestuale innalzamento delle competenze richieste dalla scuola, Ovvero sempre più alto il carico di lavoro ed il livello di complessità dei programmi dei percorsi didattici e sempre più probabile l’aumento di chi fa più fatica. Elemento che non identifica un ritardo bensì, a parità di quoziente intellettivo, un disturbo specifico nella capacità di raggiungere con le stesse modalità e tempi lo stesso obiettivo. E su questo piano è da rigettare la possibilità di confondere disturni specifici da altri fattori legati per esempio a disagio

Nel video l’intervista a Paolo Stagi, Direttore servizio Neuropsichiatria infantile Ausl Modena

 

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