Maggiore trasparenza fiscale e minor consumo di carta sono le promesse dello scontrino digitale. Come per la fattura elettronica però sussistono alcune difficoltà di adeguamento

Non si tratterà forse di una rivoluzione, come è stata definita in questi giorni, ma di certo un po’ di sforzo per adeguarsi, l’obbligo relativo agli scontrini digitali, lo richiede. Dall’introduzione di nuovi dispositivi tecnici, alla modalità di comunicazione telematica delle transazioni direttamente all’Agenzia delle Entrate, non sono pochi i cambiamenti ai quali dovranno adeguarsi gli imprenditori che effettuano transazioni direttamente con i privati. Un passaggio, quello dal cartaceo al digitale, che comporta non pochi vantaggi, come specifica Mara Setti, della CNA: dalla riduzione dell’uso della carta, alla maggiore trasparenza fiscale. Una novità che non spaventa troppo i commercianti ai quali basterà dotarsi di un nuovo registratore di cassa. Più importante il cambiamento per alcune categorie di artigiani. Per ovviare alle prime difficoltà dell’adeguamento, è previsto un periodo di tempo nel quale gli imprenditori soggetti all’obbligo che ancora non possiedono i nuovi strumenti tecnici potranno continuare a emettere scontrino cartaceo. Ma non è l’unica agevolazione utile a ridurre gli attriti della novità introdotta: il decreto crescita ha infatti previsto un periodo transitorio di 6 mesi nel quale non vi saranno sanzioni per i ritardi nella comunicazione all’Agenzia delle Entrate delle operazioni effettuate.

Nel video l’intervista a Mara Setti, Responsabile Ufficio Tributi – CNA Modena

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