Nel giorno dello sciopero nazionale della giustizia, i sindacati hanno incontrato il prefetto di Modena, per esporre la gravosa condizione di affanno in cui sono costretti a operare i lavoratori del sistema giudiziario della nostra città e della sua provincia

I lavoratori del sistema giudiziario italiano rivendicano quanto lo Stato ha già promesso loro nel 2017: assunzioni e progressioni economiche. In realtà promesse simili risalgono a data ben più vecchia data: sono decenni infatti che si conosce la carenza di organico rispetto alla mole di lavoro. In un Paese come il nostro infatti, ove i procedimenti giudiziari avviati sono parecchi, sarebbe necessario dotare di apparati sufficienti le istituzioni necessarie al disbrigo delle pratiche. Contro il permanere di questa situazione Cgil, Cisl e Uil, nel tempo di una ritrovata unità sindacale, hanno indetto lo sciopero di oggi, sperando che il Ministero porga orecchio alla protesta. L’accordo a cui fanno riferimento i sindacati è stato considerato un significativo passo avanti quando fu firmato durante il Governo Gentiloni. Peccato però che finora esso non abbia trovato alcuna via d’applicazione.. Ne sa qualcosa il territorio modenese che è la seconda provincia della regione per mole di lavoro giudiziario e si trova a operare in condizioni di insufficienza di organico Proprio per esporre questi problemi e fare pressione su Roma, stamattina una delegazione di sindacalisti ha incontrato il Prefetto di Modena.

Nel video, l’intervista a: 

– Patrizia De Cosimo, Cisl Fp Emilia Centrale

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