Proseguono i lavori di prevenzione e di messa in sicurezza sugli argini dei fiumi modenesi. Tre i maxi cantieri previsti lungo il Fiume Secchia, Panaro e sul Torrente Tiepido

In un periodo sempre più caratterizzato da cambiamenti climatici, con fenomeni atmosferici estremi come uragani, alluvioni e inondazioni la sicurezza idraulica e l’efficienza della rete scolante rappresenta una questione vitale. Nella provincia di Modena sono stati stanziati oltre 41 milioni di euro per gli interventi in corso o in progettazione per le opere di sicurezza del nodo idraulico, colpito dalla tragica alluvione del gennaio del 2014. Tre i maxi cantieri previsti lungo il Fiume Secchia, Panaro e sul Torrente Tiepido. Il primo stralcio di lavori è stato avviato nel mese di luglio, a cura di Aipo, per un investimento di 6 milioni e 770 mila euro, e consiste nella sistemazione delle sponte che vanno dai comuni di Campogalliano, Modena e Soliera fino all’attraversamento della linea della linea dell’Alta Velocità ferroviaria. Sempre a Modena un intervento di riprofilatura dell’alveo è previsto in prossimità di Ponte Alto, con il rialzo e il consolidamento dell’argine con nuove protezioni di massi mediante l’infissione di un palancolato metallico. A metà novembre invece partirà il secondo stralcio di lavori per la sistemazione delle difese spondali del fiume Secchia, per 12 milioni 800 mila euro, dal tratto di valle del fiume che incrocia la Tav fino ai confini con la provincia di Mantova.