Il Comune di Modena è sotto la lente del Ministero dell’Economia e delle Finanze: da un’ispezione amministrativo-contabile arriva la contestazione a 7 milioni di euro destinati al fondo decentrato del personale, troppi secondo il vertice. Sindaco e sindacati difendono invece il metodo di calcolo

Un’ispezione amministrativo-contabile portata avanti in Comune a Modena dal personale del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha portato ad una contestazione di circa 7 milioni di euro destinati al  fondo decentrato del personale, ovvero quello con cui vengono pagati i premi di produttività e diversi tipi di indennità ai dipendenti comunali.  Una cifra importante, contestata dal Ministero per via del metodo con cui viene calcolata. L’ispezione, partita il 29 maggio dell’anno scorso, fa riferimento al quinquennio 2012-2016 e gli esiti, arrivati il 27 marzo, sono stati presentati solo ieri, durante un vertice con il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e i sindacati. Il primo cittadino e le sigle rispondono contrariati a questo rilievo, poiché sostengono che “Tale interpretazione comporterebbe infatti una grave decurtazione delle risorse destinate ai lavoratori per remunerare servizi che vengono garantiti alla cittadinanza e metterebbe in discussione la stessa autonomia contrattuale delle parti” e contestano “fortemente l’atteggiamento centralistico che a livello ministeriale si è consolidato ulteriormente negli ultimi anni”. Inizia quindi un braccio di ferro tra giunta e Ministero. Il Comune avrà ora 120 giorni di tempo per presentare le controdeduzioni e fare valere il metodo di calcolo utilizzato che secondo Roma, è errato e comporta un dispendio di troppe risorse.

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