Il prefetto di Modena lo ha comunicato ieri sera al sindaco del comune della bassa modenese

Finale Emilia, il comune simbolo del terremoto dopo essere finito nelle carte dell’inchiesta Aemilia della Dda di Bologna, risorge, infatti, non sarà ne sciolto e ne commissariato. E’ quanto deciso dal ministro degli interni, Angelino Alfano dopo aver letto la relazione dei commissari prefettizi. Al sindaco Fernando Ferioli la notizia è stata comunicata direttamente dal prefetto di Modena, Michele Di Bari. La bufera per il comune della Bassa modenese era iniziata esattamente un anno fa, il 28 gennaio 2015.  In sostanza nella relazione è stata provata la mancanza di elementi oggettivi che legano eletti e amministratori in Comune a condizionamenti mafiosi e l’esito delle ispezioni certificate dal ministero dice che il sindaco d’ora in poi dovrà tenere più alta la guardia contro le mafie. In un lungo pensiero scritto su Facebook Ferioli ha commento ”Io ho sbagliato tante volte, mai detto il contrario, ma un Comune si scioglie per mafia solo se ci sono legami o condizionamenti con un sodalizio mafioso. A Finale Emilia non ci sono stati.” Il primo cittadino è pronto per le prossime elezioni di maggio. Lui, ha già detto, si ricandida.

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