Si istituirà un registro apposito, nel quale far confluire tutte le unioni civili già in essere

E’ un compromesso tra la volontà di accontentare le richieste delle comunità gay e dell’ala più liberal del partito e la determinazione a non violare la legge quello che esce oggi dal Consiglio comunale di Modena, che ha affrontato il tema dei matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero. Modena istituirà un registro apposito, nel quale far confluire tutte le unioni civili già in essere – quelle tra eterosessuali – e in cui saranno inseriti anche i matrimoni gay celebrati fuori dall’Italia. Nulla a che vedere, però, con la scelta dei sindaci di Bologna e Roma, che hanno trascritto i matrimoni tra gay fatti all’estero nei registri dell’anagrafe senza istituire un albo a parte. La decisione è stata presa dopo una lunga seduta di Consiglio, in cui si sono confrontate opinioni diverse. La proposta inziale di Adriana Querzè – capogruppo “Per me Modena” – era infatti quella di inserire le unioni gay nei normali registri anagrafici.

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