È tornato in carcere il 29enne marocchino condannato in primo grado per l’omicidio volontario commesso insieme al fratello di 51 anni a Castelnuovo Rangone nell’aprile del 2024. I Carabinieri della Compagnia di Sassuolo hanno eseguito il provvedimento che ripristina la custodia cautelare in carcere nei confronti dell’uomo, condannato a dieci anni e sei mesi di reclusione con rito abbreviato. L’omicidio risale al 26 aprile 2024 e costò la vita a Jaouad Dejli, 37 anni marocchino, ucciso nel cortile di un’abitazione privata a Castelnuovo Rangone con numerosi colpi di arma da taglio. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, tutto sarebbe nato da una lite sotto casa dei due fratelli: la vittima avrebbe divelto un cartello stradale e lanciato sassi, per poi aggredirli. La colluttazione sarebbe degenerata con l’accoltellamento all’inguine da parte del fratello più giovane, mentre l’altro lo colpiva con un bastone. Il giudice ha riconosciuto l’omicidio volontario, escludendo la preterintenzione. I due imputati hanno sempre negato l’intenzione di uccidere. Secondo il Tribunale del Riesame, non sarebbero emersi nuovi elementi tali da superare la doppia presunzione di pericolosità prevista per il reato di omicidio, ritenendo quindi inadeguata la misura domiciliare. La Corte di Cassazione, con sentenza del 30 gennaio 2026, ha dichiarato inammissibile il ricorso della difesa, rendendo esecutiva l’ordinanza.

UCCISE UN CONNAZIONALE, TORNA IN CARCERE IL 29ENNE CONDANNATO
Insieme al fratello uccise un connazionale con numerosi fendenti: torna in carcere il 29enne condannato in primo grado per omicidio volontario. La decisione arriva dopo il via libera definitivo della Cassazione.






































